C’è il via libera al piano faunistico

12 Settembre 2020

Era atteso dal 1990, regolamenta anche oasi e caccia. I commenti di Di Matteo (Lega) e Testa (Fdi)

PESCARA . È stato approvato dalla III commissione "Agricoltura, sviluppo economico e attività produttive" della Regione il piano faunistico 2019-2023. Un traguardo che mancava dai primi anni Novanta e che rappresenta un elemento fondamentale non solo per la disciplina dell'attività venatoria ma anche per la salvaguardia della flora e della fauna presenti nella regione. Martedì è atteso dall'ultimo passaggio in consiglio regionale per l’approvazione definitiva.
COS'E' IL PIANO FAUNISTICO. Sancito con la legge 159/92, introduce in Italia una nuova visione della risorsa faunistica, fondata sul principio che essa è «patrimonio indisponibile dello Stato» e pertanto, come tale, necessita di una pianificazione di gestione e utilizzo che soddisfi le esigenze di conservazione, fruizione e valorizzazione economica.
È finalizzato alla conservazione delle capacità riproduttive e al contenimento delle specie carnivore e va a disciplinare una serie di elementi tra cui il regime di tutela della fauna selvatica, le attività volte alla conoscenza faunistica, i criteri per l'individuazione dei territori da destinare a oasi di protezione, ripopolamento e cattura, gli indici di densità venatoria, le tipologie di territorio e i criteri per l'introduzione di fauna selvatica a scopo di ripopolamento.
COSA PREVEDE. Suddiviso in tre parti, nel Pfvr (Piano faunistico venatorio regionale) vengono individuate le oasi dedicate al rifugio, alla sosta e alla riproduzione della fauna selvatica, quelle di ripopolamento e cattura, i centri pubblici di riproduzione per il ripristino delle popolazioni autoctone, quelli privati sotto forma di azienda agricola singola, consortile o cooperativa (dov'è vietata l'attività venatoria), ma anche le zone e i periodi per l'addestramento e le gare dei cani. Troviamo poi i criteri per la determinazione dei risarcimenti in favore di proprietari o conduttori di fondi rustici per i danni arrecati dalla fauna selvatica, gli incentivi per chi si impegna a favore della tutela dell'habitat naturale e dell'incremento della fauna, l'individuazione delle zone di caccia e degli appostamenti fissi e la disciplina dei danni alle produzioni agricole, nonché gli incidenti stradali con annessi metodi di prevenzione.
LE REAZIONI. Nonostante le critiche mosse da associazioni come il Wwf Abruzzo, che ha definito il Pfvr «sbilanciato sulle specie d'interesse venatorio a dispetto degli interessi faunistici», c'è soddisfazione tra gli artefici del progetto.
Tra questi Emiliano Di Matteo, presidente della III commissione consiliare: «Si tratta di un passaggio storico che la Regione aspettava dall'ultima stesura risalente agli anni '90», commenta. «È stato raggiunto grazie al lavoro preponderante svolto dall'assessore della Lega Emanuele Imprudente. Il piano ha ottenuto il sostanziale via libera dai portatori di interessi, associazioni venatorie e agricole e adesso è atteso dall'ultimo passaggio in consiglio regionale».
Il capogruppo di FdI in consiglio regionale Guerino Testa lo definisce un «grande passo avanti non solo per l’attività di caccia ma a vantaggio dell’ambiente». Poi aggiunge: «Si tratta di un provvedimento di cui ne trarrà vantaggio non solo l'attività venatoria ma anche tutte quelle attività volte alla salvaguardia dell'ambiente. È stato un percorso complesso e partecipato, grazie al contributo delle associazioni di categoria e dei portatori di interesse, passato per la Vas (Valutazione ambientale strategica) e la Vinca (Valutazione di incidenza ambientale), frutto del lavoro di due legislature e che costituisce un enorme passo avanti, anche se non definitivo, in quanto diversi aspetti dovranno essere ulteriormente migliorati».