C’è l’Us Acli, Pescara invasa da 2.500 atleti

2 Giugno 2017

Fino a domenica Villaggio del fitness alle Naiadi e gare in tutti gli impianti sportivi: «Con noi lo sport è solidarietà»

PESCARA. Chi l’ha detto che le notizie più lette debbano per forza essere brutte? Da Pescara il giornalismo sportivo si ribella e lancia l’appello che è tutto nel titolo del corso di formazione sulla comunicazione svolto ieri al museo Vittoria Colonna nell’ambito di Sport in Tour 2017 promosso dall’Unione Sportiva Acli: «Buone notizie dallo Sport - Quando l’informazione promuove valori», questo il claim del dibattito moderato dal capo della redazione Sport dell’Ansa, Piercarlo Presutti, e al quale sono intervenuti il responsabile dell’Ufficio Comunicazione e Rapporti con i Media del Coni, Danilo Di Tommaso, il capo servizio del Corriere dello Sport Guido D’Ubaldo, il responsabile ufficio stampa Acli nazionale Vincenzo Mulè e i giornalisti e conduttori Rai Sport, Simona Rolandi ed Enrico Varriale. «Aristofane diceva che la formazione non è un vaso da riempire ma è un fuoco da accendere», ha detto il presidente dell’Us Acli nazionale, Damiano Lembo. «Da anni battiamo su questi temi», ha aggiunto Lembo sottolineando l’importanza di prevenzione e salute, perché «Sport in Tour è un contenitore, per questo noi lo chiamiamo “sport-lab”». Nel ricordare l’importanza sempre crescente del Premio Enzo Bearzot, promosso dall’Us Acli con il patrocinio di Figc e Coni e che martedì scorso ha visto premiato l’allenatore del Napoli, Maurizio Sarri, il giornalista Varriale ha ammesso che «purtroppo la buona notizia fa più fatica a essere pubblicata, con il premio Bearzot ci è riuscito invece benissimo». Emerge così la necessità di «tornare a raccontare eventi come accadeva tempo fa e che oggi invece si fa fatica a fare per colpa dei filtri degli uffici stampa e di situazioni imbarazzanti dei protagonisti con gli stessi giornalisti, penso a Spalletti, Gasperini e De Laurentiis», ha osservato D’Ubaldo. Doping, scommesse, violenza e discriminazioni, più si scala la piramide dello sport, da quello di base a quello professionistico, più diventa difficile raccontare buone notizie.
Ospite anche il direttore del Centro, Primo Di Nicola, che dal suo punto di vista ha fatto un plauso al giornalismo sportivo dal quale gli altri giornalisti hanno «tanto da imparare: nei giornalisti sportivi vedo grande competenza che non sempre si riscontra negli altri ambiti», ha detto Di Nicola.
Le esperienze nei villaggi olimpici sono tra i migliori ricordi professionali per Simona Rolandi: «In quel luogo, puoi vedere Bolt mangiare a mensa con il giovane esordiente e sconosciuto. Buone notizie sono però anche le storie formidabili di Alex Zanardi e Bebe Vio, che meriterebbero un corso a parte».