C’è nebbia , 159 passeggeri dirottati a Ciampino

È il volo Ryanair proveniente da Bergamo che doveva atterrare a Pescara alle 9,50 La Saga: motivi di sicurezza, non era garantita la visibilità minima prevista
PESCARA. Dovevano atterrare all’aeroporto d’Abruzzo alle 9,50 ma c’era la nebbia, troppa perché il pilota potesse completare in sicurezza la manovra di atterraggio. E quindi via, niente Pescara. Ma Roma, Roma Ciampino.
A Pescara i 159 passeggeri del volo Ryanair proveniente da Bergamo sono arrivati molto più tardi, in autobus, quando la mattinata era ormai bella che finita. Un evidente disagio per chi aveva appuntamenti, scadenze o il lavoro da riprendere dopo il fine settimana, ma che non può essere attribuito a nient’altro che a un’esigenza di sicurezza a garanzia degli stessi passeggeri. Lo ribadiscono dalla Saga, da dove, attraverso l’ufficio stampa, fanno sapere che l’aeroporto di Pescara utilizza i parametri del sistema di atterraggio strumentale, abbreviato come Ils, un sistema elettronico di terra e di bordo ideato per guidare gli aeromobili nella fase finale di un avvicinamento strumentale di precisione, verso la pista di un aeroporto.
Secondo tali parametri, a Pescara la visibilità minima garantita in avvicinamento è di 250 piedi, pari a 76 metri. In sostanza, il pilota deve poter vedere la pista. Se questo non è possibile, per una questione di sicurezza, l’atterraggio viene spostato nell’aeroporto più vicino. Nel caso di Pescara solitamente sono gli scali di Ancona, o appunto, di Roma Ciampino.
Una giustificazione, questa dei parametri per la sicurezza, che però non risponde agli interrogativi di molti dei passeggeri che ieri mattina si sono ritrovati a Roma Ciampino invece che a Pescara: «Ma com’è che a Milano, invece, gli aerei atterrano normalmente anche con la nebbia?».
Un quesito che è rimbalzato spontaneo sulle pagine Facebook di molti dei malcapitati passeggeri, ma che ha comunque una spiegazione: dipende dalla strumentazione in dotazione agli aeroporti. L’aeroporto di Pescara ha uno strumento di avvicinamento buono, ma che non consente di portare a terra un aereo con il cosiddetto “volo cieco”. Vale a dire in mancanza di visibilità.
Dunque, com’è successo ieri e come potrebbe succedere ancora in caso di nebbia, se non c’è una visibilità tale da consentire al pilota di vedere a un’ottantina di metri davanti a lui in fase di atterraggio, è lo stesso pilota a chiedere di cambiare rotta. Normalmente, come è successo anche ieri mattina, non è una scelta dell’ultimo secondo, visto che al momento della partenza si conoscono già le condizioni meteo dell’aeroporto di arrivo.
Nel caso della nebbia fitta come quella di ieri mattina, si è sperato anche che potesse diradarsi, ma una volta constatato che le condizioni non erano cambiate c’era già l’alternativa. Ciampino. Un altro viaggio per i 159 passeggeri destinati a Pescara. (s.d.l.)
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