«C’è un piano per bloccare la fusione tra i Comuni»

Il presidente dell’associazione Nuova Pescara Camplone lancia l’allarme «La legge regionale così non va, ecco gli emendamenti per correggerla»
PESCARA. Alla vigilia dell’esame in commissione, la proposta di legge regionale per la fusione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore riceve un’altra bocciatura, dopo quella arrivata nei giorni scorsi dal centrodestra. Stavolta dal presidente dell’associazione Nuova Pescara Marco Camplone, che definisce il provvedimento un bluff con lo scopo solo di far fallire il progetto di una nuova grande città del medio Adriatico.
«A distanza di quattro anni dal referendum per la fusione in un unico Comune di Pescara, Montesilvano e Spoltore», dice, «siamo di fronte a un grande nulla che offende il voto dei cittadini e mortifica la democrazia». «La proposta di legge per l’istituzione della nuova città che verrà presentato in commissione lunedì (domani, ndr)», avverte, «presenta più di un artificio, peraltro grossolano, con un unico obiettivo: non fare o, comunque, differire».
Per questo, Camplone punta il dito contro i politici. «La melina politica della maggioranza di centrosinistra e dell’opposizione, prevalentemente di centrodestra», sostiene, «ci appare come un piano per far naufragare la fusione e cristallizzare l’attuale situazione, fatta di una frammentazione utile solo ai potentati locali».
Il presidente dell’associazione entra, quindi, nel dettaglio. «La data del 2022 indicata dal governo regionale e quella del 2024 suggerita dal centrodestra», osserva, «sono solo l’ennesimo tentativo per spostare l’asticella più avanti con l’obiettivo di arrivare alla sostanziale invalidazione del referendum con grave sfregio alla volontà popolare».
Da qui, la decisione dell’associazione Nuova Pescara di intervenire per cercare di modificare la proposta di legge, presentando al presidente della commissione una serie di emendamenti. «Il primo», spiega Camplone, «riguarda la data dell’istituzione della Nuova Pescara: primo gennaio 2021 al posto del primo gennaio 2022, indicato dal testo del progetto di legge e del primo gennaio 2024 suggerito da una parte dell’opposizione. Nell’articolo 3 del provvedimento indichiamo questo passaggio: entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge su convocazione del presidente della Regione, è costituita l’assemblea costitutiva per la fusione». Inoltre, all’interno dell’assemblea andrebbe istituito un ufficio di presidenza, composto dai presidenti delle assemblee dei consigli comunali dei tre Comuni coinvolti».
«All’articolo 4», fa presente Camplone, «indichiamo 18 mesi, al posto dei 2 anni proposti dalla maggioranza, come periodo per attivare le forme di collaborazione e cooperazione nei vari settori di intervento. Ad esempio, il ciclo dei rifiuti, i servizi scolastici, la promozione turistica e il ciclo idrico». «Contestiamo apertamente», aggiunge il presidente, «la dilatazione dei tempi, ossia l’ulteriore dilatazione contenuta nella proposta di legge all’articolo 5». La richiesta è dunque quella di modificare anche questo articolo per accorciare da 2 anni a 18 mesi il periodo a disposizione dell’assemblea costitutiva per presentare ai consigli comunali coinvolti la proposta di statuto, la cui approvazione dovrà avvenire entro il termine di 60 giorni.
Ma le critiche da parte dell’associazione Nuova Pescara alla proposta di legge regionale non finiscono qui. «Nel provvedimento», sottolinea Camplone, «abbiamo riscontrato una serie di passaggi inutili, senza ombra di dubbio frutto di un parlare e scrivere politichese, in cui si rimanda tutto all’infinito». «All’articolo 7, tanto per fare un esempio concreto», precisa, «chiediamo la sostituzione della “relazione conclusiva di fattibilità” con la frase “relazione conclusiva sulle specifiche misure predisposte per favorire il processo di fusione”. E sottolineiamo che il parere del presidente del consiglio regionale sulla relazione non potrà essere vincolante».
Continuando con gli emendamenti presentati dall’associazione Nuova Pescara, si arriva all’articolo 9 della proposta di legge. «La nostra associazione», evidenzia Camplone, «all’articolo 9 indica nel prefetto di Pescara pro tempore la figura del commissario ad acta a cui affidare il compito di provvedere a tutti gli adempimenti di legge. Per questo ruolo delicato e importantissimo, è da preferire una figura istituzionale terza a maggiore garanzia di tutti, al posto di una prettamente politica». Infine, l’appello lanciato ai rappresentanti di tutti i partiti: «Per una volta, si lavori di concerto per costruire il futuro e non per salvaguardare i privilegi del passato». (a.ben.)
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