Caccia ai fondi anti-allagamenti

Città Sant’Angelo. Il sindaco all’opposizione: stiamo lavorando con la Regione per risolvere il problema
CITTÀ SANT’ANGELO. «Stiamo lavorando con la Regione al fine di trovare i fondi utili per intervenire in tutti quei punti della città che da oltre un decennio soffrono del problema legato agli allagamenti». Risponde così il sindaco di Città Sant’Angelo, Matteo Perazzetti, alle parole del consigliere Antonio Melchiorre, che nei giorni scorsi si era fatto portavoce dei residenti della Marina per i danni che la copiosa pioggia ha causato a cantine e sottopassi, fino ad accusare l'amministrazione della mancanza di manutenzione di tombini e caditoie.
«La manutenzione viene fatta costantemente», assicura il primo cittadino, «così come da programma. Anzi, abbiamo intensificato l’azione proprio per prevenire situazioni di criticità che come visto si possono verificare». Poi prosegue: «Probabilmente, al consigliere Melchiorre sarà sfuggito che lo scorso 31 luglio c’è stato un vertice con il presidente della Regione, il Genio civile e i tecnici comunali sulla questione del Piomba, in cui abbiamo avuto rassicurazioni sulla situazione dell’alveo del fiume».
Quindi il sindaco torna a parlare della stretta attualità: «Per l’evento eccezionale di pochi giorni fa, abbiamo avuto sì dei disagi, ma purtroppo questi si ripetono da anni, come testimoniato dagli stessi cittadini. Parliamo nello specifico di quelli che abitano in via Dell’Autostrada, via Belvedere, via Dei Fiori e via Ludovico Antinori. È un problema che certamente ci impegneremo a mitigare, se non a risolvere completamente».
E infine promette: «L'impegno che mi sento di prendere è quello di farci portavoce, anche con la Regione, per trovare i fondi in modo da affrontare un rischio ormai pluridecennale. Parliamo di interventi che richiedono milioni di euro e per questo necessitano l’appoggio di altri enti. Alcuni fattori come la cementificazione, l'erosione del suolo, l’aumento della popolazione hanno portato all’attuale situazione, insieme anche al mutamento delle condizioni climatiche, con le sempre più frequenti bombe d’acqua, come quella di qualche giorno fa. Davanti a questo, non possiamo fare altro che rimboccarci le maniche e offrire delle soluzioni».
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