Caccia al ladro in mare con il pattino

La polizia blocca un 33enne marocchino che tenta di rubare un marsupio su un autocarro e poi si tuffa in acqua
PESCARA. Tenta di rubare un marsupio sopra un autocarro ma non ci riesce e fugge via, inseguito dalla polizia che non lo molla neppure quando si getta in mare. Gli agenti, per acciuffarlo, usano perfino un pattino e lo recuperano in acqua, ormai sfinito. E’ stato un inseguimento fino all’ultimo respiro quello che si è consumato nelle prime ore della mattina di ieri sul lungomare Matteotti di Pescara per poi concludersi direttamente in mare, dove si sono lanciati tanto il ladro quanto gli agenti che erano sulle sue tracce.
Il protagonista del tentativo di furto è un marocchino di 33 anni, N.K., già noto alle forze dell’ordine. Alcune persone lo hanno visto sulla cabina di un autocarro mentre era in azione e cercava di portare via un marsupio, senza riuscirci. Approfittando del passaggio di una pattuglia della polizia stradale, diretta da Silvia Conti, i testimoni hanno informato gli agenti di quanto era appena accaduto e hanno indicato il marocchino per cui i poliziotti si sono messi subito all’inseguimento del ladro.
Lui, comprendendo di essere in pericolo, ha fatto di tutto per non essere preso e si è sentito davvero con il fiato sul collo quando sono arrivate, in supporto degli uomini della stradale, due pattuglie della squadra volante, diretta da Alessandro Di Blasio. Erano sempre di più e continuavano a stargli dietro. Lui non riusciva a seminarli, per cui ha deciso di tentare il tutto per tutto e si è lanciato in acqua dal molo nord.
Gli uomini della volante non si sono lasciati intimorire da questa mossa e hanno fatto altrettanto. Il marocchino pensava evidentemente che i suoi inseguitori avrebbero mollato la presa e invece gli agenti non si sono dati per vinti e, pensando di dover acquisire maggiore velocità possibile, sono saliti a bordo di un pattino di salvataggio e si sono spinti in mare aperto, fino a quando hanno raggiunto e recuperato il fuggitivo. Era affaticato, stremato dalla fatica, e probabilmente anche in pericolo.
Una volta a terra, è stato identificato, accompagnato in ospedale dal personale del 118 per accertamenti (è stato dimesso in poche ore) e poi segnalato dalla polizia all’autorità giudiziaria.
E’ accusato di tentato furto e resistenza a pubblico ufficiale e si è visto recapitare un provvedimento che prevede per lui l’obbligo di dimora a Andria, emesso dal magistrato di sorveglianza di Bari.
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