Caccia al rapinatore evaso, nessuna traccia

13 Luglio 2021

Fuga dal carcere: da domenica al setaccio delle forze dell’ordine, spiaggia, stazioni e case abbandonate

PESCARA. Ancora nessuna notizia del marocchino di 21 anni, Salah Boukhalil, evaso domenica dal carcere di San Donato, dove era rinchiuso da giugno dopo una rapina a Roma. Anche ieri sono andate avanti incessanti le ricerche da parte di polizia e carabinieri. Oltre alla spiaggia e alle stazioni, controllate le strutture abbandonate in città e non solo. Ma in attesa di un qualche riscontro, infuria la polemica. Quella dell’altro ieri è la seconda evasione dal San Donato in un anno e con la stessa modalità. Già allora scattò un'indagine interna. Sotto accusa, le carenze di organico e strutturali. «Come sindacato dei lavoratori», sottolinea il segretario generale Uilpa Abruzzo, Ruggero Di Giovanni, «auspichiamo che l’amministrazione penitenziaria intervenga direttamente per verificare le responsabilità dell’attuale situazione del carcere di Pescara, ovviamente non ci riferiamo solo all’evasione. In questo caso presumiamo che sarà facile individuare un lavoratore da usare come vittima sacrificale ma, dal nostro punto di vista, vanno ricercate le responsabilità reali che risiedono nel tipo di organizzazione o forse è meglio parlare di disorganizzazione che si è scelto di dare».
«La situazione», fa presente Sabino Petrongolo, segretario regionale Usp, «ormai è ingestibile. Non ci sono più agenti per coprire i posti di servizio, si continuano a sopprimere e ad accorpare quelli che andrebbero assolutamente presidiati. È notizia di pochi giorni fa che il Ministero ha rilevato una carenza di agenti, assistenti e sovrintendenti nell'ordine delle 56 unità, senza considerare che quelli rimasti in servizio hanno una media di oltre cinquant'anni e fisiologici problemi di salute. Questi poi sono costretti a turni di lavoro estenuanti e a carichi di lavoro insostenibili. Tutto questo ora non è più tollerabile». (a.d.f.)
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