Caccia alle cause della tragedia Martedì l’autopsia sulle vittime

25 Agosto 2024

Prosegue l’inchiesta della procura umbra: le salme dei pescaresi ancora a disposizione dei magistrati Sono tre le ipotesi al vaglio: guasto tecnico dell’ultraleggero, una manovra errata o malore del pilota

PESCARA. Le famiglie di Massimo Sciannimanico, 58 anni, e Claudio Di Giacomo, 63, le due vittime dell'incidente aereo di giovedì scorso a Terni, attendo il rientro delle salme dall'Umbria per poter celebrare i funerali. Ieri le salme erano ancora all'obitorio dell'ospedale di Terni, a disposizione dell'autorità giudiziaria: il pm Pesiri domani pomeriggio conferirà al medico legale l'incarico dell'autopsia, che dovrebbe essere effettuata martedì per gli «accertamenti medico legali del caso».
Non prima di mercoledì prossimo potrebbero esserci le esequie del veterinario residente a Loreto Aprutino e dell’ex vince presidente del Pescara, imprenditore di Città Sant’Angelo. Intanto la Procura di Terni indaga per accertare "reati ed eventuali responsabilità di terzi". In una nota il procuratore facente funzioni Andrea Claudiani annuncia che «nelle prossime ore verranno valutate le iniziative investigative, tra cui gli accertamenti tecnici più opportuni per ricostruire la dinamica dei fatti e le cause dell’incidente».
«Immediatamente dopo il fatto la Procura ha assunto la direzione delle indagini ed il sostituto procuratore di turno (Raffaele Pesiri) si è subito recato personalmente nel luogo in cui il velivolo è precipitato, effettuando un primo sopralluogo in stretta collaborazione con la squadra mobile e la polizia scientifica della questura di Terni».
Sequestrati i resti dell’aereo dopo il sopralluogo della Procura sul luogo dell'incidente: «La Procura ha assicurato la massima leale collaborazione istituzionale agli incaricati dell’inchiesta amministrativa dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo», conclude la nota del procuratore Claudiani.
Da stabilire le cause dell’incidente: il guasto tecnico (alcuni testimoni avrebbero parlato di un “sibilo” prima dello schianto), l'errore umano o il malore del pilota del "Charlie" P66C I-Iabs, precipitato accanto alla superstrada E45 poco dopo il decollo dall’aviosuperficie “Leonardi“ di Terni. Non è ancora stato accertato, ma ai comandi del quadriposto al momento del decollo ci sarebbe stato Sciannimanico. L’aeromobile sarebbe andato in stallo durante il decollo o in fase di virata, una volta salito a poco più di cento metri di altitudine, perdendo poi quota e avvitandosi su se stesso. Questa è una prima ricostruzione degli inquirenti dopo aver raccolto anche le testimonianze dirette di chi era presente nel piccolo scalo ternano al momento della tragedia.
Sia Sciannimanico che Di Giacomo avevano conseguito il brevetto per pilotare aerei cinque anni fa all’Aeroclub Pescara, di cui erano soci. Conoscevano bene il monomotore “Charlie”, con cui avevano volato già altre volte. L’aereo, tra l’altro, era in ottimo stato e aveva da poco eseguito l’ultimo check up generale obbligatorio per legge su tutti i velivoli ogni 50 ore di volo effettuate.
Sulle possibili cause tecniche dell’incidente è aperta anche un’indagine dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, che ha inviato sul posto giovedì scorso due periti per tutti i rilievi del caso. «Attendiamo l’esito delle indagini», si è limitato a dire Cristiano D’Ortenzio, presidente dell’Aeroclub.