Caccia, da domani lo stop Il Wwf: ora nuove regole

9 Febbraio 2023

Per l’associazione animalista in regione l’attività delle doppiette è fuori controllo E riparte la battaglia contro l’abbattimento di cervi e caprioli partito a settembre

L’AQUILA. Domani si chiude la stagione venatoria in Abruzzo. Il Wwf esulta critica. «La Regione ha concesso di sparare a circa 30 specie animali, da settembre a febbraio, consapevole che la vigilanza venatoria sul territorio è pressoché nulla».
Così affermano gli animalisti «Quando poi i controlli vengono effettuati», continuano, «emerge una condotta non certo esemplare da parte dei cacciatori: negli interventi eseguiti dal Comando provinciale dei Carabinieri Forestali de L’Aquila tra i cacciatori, nei soli primi dieci giorni di gennaio, sono state elevate 13 sanzioni amministrative e inoltrata 1 denuncia penale».
Si è registrato purtroppo anche un incidente mortale, che seppur non legato direttamente all’attività venatoria, ne è fortemente dipendente, in quanto la vittima ha perso la vita a causa di un colpo partito accidentalmente da un fucile sul quale si stavano facendo delle operazioni. Ogni anno, in Abruzzo e in tutta Italia, a fine stagione venatoria, si contano decine di incidenti più o meno gravi, per i quali spesso si parla di “fatalità”, ma che invece in molti casi potrebbero essere evitati.
«Abbiamo più volte sottolineato», commenta Filomena Ricci, delegata regionale del Wwf, « come la caccia sia, sotto molti punti di vista, incompatibile con le tante altre attività possibili negli spazi naturali, sulle quali l’Abruzzo ha costruito la sua immagine. È inconcepibile che l’incolumità di chi voglia fruire degli ambienti naturali per fare un’escursione o una passeggiata o semplicemente coltivare il proprio orto o terreno, sia messa a rischio da persone che girano armate». E Claudio Allegrino, coordinatore delle Guardie del Panda in Abruzzo, aggiunge: «Chiediamo di incrementare le attività di vigilanza, anche riattivando quelle che erano le presenze sul territorio delle Polizie Provinciali, di fatto oggi smantellate; istituire Commissioni d’esame per il conseguimento dell’attestato d’idoneità a guardia venatoria volontaria, attese da anni; effettuare maggiori verifiche sulle licenze di caccia; intensificare i controlli anche in ordine all’uso e alla detenzione di sostanze alcoliche prima e durante l’attività venatoria e», conclude Allegrino, «vietare l’attività di caccia nei giorni festivi e nelle aree particolarmente frequentate da escursionisti e fruitori della natura».
Queste le richieste del Wwf. «Come se tutto ciò non bastasse», dice infine Filomena Ricci, « la Regione Abruzzo ha deciso di introdurre la caccia di selezione a cervo e capriolo già dal prossimo calendario venatorio 2023-2024. Una decisione incomprensibile e inaccettabile soprattutto per una Regione come la nostra che ha fatto della convivenza tra uomini e grandi mammiferi un esempio per tutto il Paese. Ma è questo quello che vogliono gli abruzzesi? Veramente vogliono consentire l’uccisione di animali come cervi e caprioli solo per il divertimento di pochi?». (u.c.)