Caccia, il Wwf contro la Regione

A pochi giorni dall’apertura manca il calendario. Che però sarà impugnato al Tar
PESCARA. A pochi giorni dall’apertura della caccia la Regione Abruzzo non ha ancora varato il calendario venatorio. Per il Wwf Abruzzo sarebbe un tentativo di impedire il ricorso ai giudici del Tar. Il caso-caccia, anche nell’anno segnato dal Covid, tiene banco. L’associazione animalista ieri ha diffuso una nota con cui ricorda di aver presentato, come ogni anno, le proprie osservazioni alla bozza di calendario venatorio regionale sia in fase di consulta venatoria sia nella fase della valutazione di incidenza (Vinca). «Ma il contributo dell’associazione, frutto di considerazioni basate su rilievi tecnico-scientifici, sembra non essere stato preso in considerazione», afferma il Wwf che avverte: «Se il calendario sarà approvato senza modifiche, ci si costringerà all’ennesimo ricorso al Tar per far valere gli interessi di tutti i cittadini abruzzesi, affinché si riducano gli impatti della caccia sulla fauna selvatica».
La Regione già oggi potrebbe replicare al Wwf che chiede, come ogni anno, l’apertura unica fissata al 1° ottobre per tutte le specie ornitiche. Nel calendario proposto sono previste invece aperture a settembre per diverse specie, come la tortora selvatica, indicata nelle valutazioni europee come in precario stato di conservazione. Tra le altre richieste degli animalisti c’è una maggiore tutela per l’orso bruno marsicano, con la definitiva esclusione della caccia in minibraccata. L’associazione interviene anche sulla coturnice, specie con un trend negativo in tutta la regione. E per questo motivo ne chiede di sospendere la caccia.
Anche l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che si occupa di rilasciare pareri alle Regioni in merito ai calendari venatori, ha espresso perplessità sulla bozza predisposta dalla Regione Abruzzo. E critiche sono giunte dal Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (unico Ente ad aver presentato le osservazioni), il quale ha sottolineato come specie quali l’Orso e la Coturnice non siano opportunamente tutelate.
Filomena Ricci, delegato regionale del Wwf Abruzzo, dichiara: «Il calendario venatorio, secondo quanto disposto dalla legge regionale abruzzese deve essere approvato entro il 15 giugno di ogni anno».
«Anche questa volta la Giunta Marsilio-Imprudente ha disatteso la norma che essa stessa si è data. Temiamo che questo ritardo possa rappresentare un’inutile e misera strategia per frenare il nostro ricorso, in particolare per impedire che venga bloccata dai giudici la pre-apertura e l’apertura della caccia a settembre. Per impedire i ricorsi», conclude la responsabile del Wwf, «basterebbe invece rispettare le regole, nell’interesse anche della parte migliore del mondo venatorio». Per domani è convocata la riunione del Comitato Via della Regione Abruzzo che dovrà valutare l’incidenza del calendario venatorio nei siti Natura 2000. (l.c.)

