Caccia, Pepe finisce tra due fuochi
Dopo il Wwf anche Federcaccia ricorre al Tar contro il calendario venatorio
TERAMO. L’assessore regionale alla caccia, Dino Pepe, finisce tra due fuochi. Anche Federcaccia Abruzzo ha infatti presentato un ricorso al Tar in relazione al nuovo calendario venatorio 2018-19 già impugnato dagli ambientalisti. Ad annunciarlo è stato ieri il presidente regionale dell'associazione Ermanno Morelli, che sottolinea come si tratti di un «ricorso ad opponendum», rispetto a quello presentato dal Wwf, «a tutela dei cacciatori abruzzesi e nel rispetto delle leggi che regolano la stesura del calendario stesso». L’udienza davanti ai giudici amministrativi è fissata per mercoledì 12 settembre. Sott’accusa, sia da parte dei cacciatori che del Wwf, sono finite le decisioni adottate dall'assessorato guidato da Pepe che ha imposto regole più restrittive per quanto riguarda la preapertura del 16 settembre della caccia che però gli ambientalisti ritengono non sufficienti. Ma ora si scopre che anche i cacciatori, che in Abruzzo sono 10mila, non sono per niente soddisfatti. «Con il calendario venatorio 2018-19 l'assessore Pepe ha superato se stesso, pubblicandolo il 2 agosto e aggiornandolo, in versione peggiorativa, il 4 settembre», dice Morelli,«tra le tante situazioni illegittime l'assessore riesce a scavalcare leggi regionali e nazionali, obbligando la caccia al beccaccino a gennaio, solo da appostamento fisso o temporaneo. Peccato che non sia stato avvertito che è un provvedimento illegittimo». Federcaccia contesta anche la decisione di restringere il periodo dedicato alla caccia alla beccaccia. «In Italia si caccia anche a gennaio, mentre il calendario abruzzese prevede, nella sua ultima versione, la sottomissione alle decisioni dell'Ispra. Sarebbe opportuno capire su quali basi ha preso questa decisione», conclude Morelli, «le incongruenze sono tante altre, come la regolamentazione della caccia dentro Sic e Zps, già normate a livello nazionale ed europeo, e dove eventuali divieti dipendono dall'adozione di un regolamento di gestione, ad oggi inesistente». Anche se il 4 settembre la giunta ha approvato la presa d’atto delle osservazioni dell’Ispra al nuovo piano faunistico venatorio. (l.a.)

