Caccia, stop del Tar al nuovo calendario

20 Agosto 2021

Primo round agli animalisti, udienza decisiva l’8 settembre

L’AQUILA. Il Tar dell’Aquila, accogliendo un ricorso presentato da cinque associazioni ambientaliste (Wwf, Enpa, Lipu, Lav, Lndc), ha sospeso il calendario venatorio della Regione Abruzzo. In forza del decreto cautelare firmato dal presidente del tribunale amministrativo, Umberto Realfonzo, tutte le attività di caccia saranno interdette fino all’8 settembre, giorno in cui è prevista la trattazione in camera di consiglio.
Di fatto, il provvedimento farà saltare buona parte della cosiddetta pre-apertura, che prevedeva la possibilità di cacciare alcune specie - tra cui la cornacchia grigia, la gazza, la ghiandaia e la tortora - prima dell’inizio vero e proprio della stagione, fissato per il 19 settembre.
IL RICORSO. «Nel calendario venatorio» spiegano le associazioni ambientaliste «si prevedeva incredibilmente la caccia alla tortora selvatica per la quale l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che si occupa a livello nazionale di rilasciare pareri alle Regioni in merito ai calendari venatori, aveva chiesto la totale sospensione del prelievo, evidenziando che la specie è indicata in precario stato di conservazione e richiamando la moratoria dell’attività venatoria richiesta dal Ministero della Transizione ecologica. Il calendario venatorio della Regione Abruzzo, incurante sia delle indicazioni ministeriali e dell’Ispra sia dello stato di conservazione delle tortore, consente di sparare a queste ultime, addirittura anche in periodo di pre-apertura, venendo meno, in maniera del tutto assurda, persino a quanto contenuto nel Piano faunistico-venatorio, dove viene ammesso espressamente che “i risultati di un modello preliminare evidenziano che i livelli attuali di pressione venatoria sono molto probabilmente insostenibili”». Fino all’8 settembre, sempre per effetto del decreto del Tar, sarà sospesa anche l’attività di allenamento dei cani da caccia: «Era previsto» affermano gli ambientalisti «nei trenta giorni che precedono l’apertura della stagione, e cioè a partire già dal 19 agosto, mentre l’Ispra nel suo parere aveva evidenziato come tale data fosse prematura e come l’addestramento fosse da posticipare ai primi giorni di settembre».
LE MOTIVAZIONI. Secondo il presidente Realfonzo «gli atti impugnati costituiscono, per la gran parte, una ulteriore reiterazione dei numerosi provvedimenti precedenti sospesi da questo Tar». Nel decreto, viene citata, ad esempio, un'ordinanza del Tar del 2019 con cui era stata sospesa la parte del calendario venatorio 2019/2020 che si discostava dal parere Ispra perché mancava un piano faunistico venatorio regionale.
IMPRUDENTE. «Rispettiamo la decisione anche se non la condividiamo» commenta l'assessore regionale con delega alla caccia Emanuele Imprudente. «Per la prima volta dopo vent'anni, infatti, la Regione ha un piano faunistico venatorio, la cui assenza era stato il motivo principale per cui, in passato, la pre-apertura era stata spesso bloccata. Per quanto riguarda la caccia alla tortora, avevamo modificato il calendario con una delibera di giunta approvata giovedì scorso, cosa che il tribunale non ha preso in considerazione, nonostante l'avessimo fatta presente nella memoria difensiva. Stupisce anche un altro particolare: il calendario venatorio è stato approvato a giugno, ma il ricorso al Tar è stato presentato solo il 16 agosto, mentre il decreto è arrivato il 18. Comunque aspettiamo la discussione nel merito, siamo fiduciosi che le nostre ragioni verranno riconosciute».
PEPE E PAOLUCCI. «La Regione a guida centrodestra non ne imbrocca una» dichiarano i consiglieri regionali Dino Pepe e Silvio Paolucci (Pd). «Un intero settore rimarrà fermo per l’arroganza istituzionale dimostrata da chi governa il comparto, che sapeva bene che produrre un calendario venatorio che ricomprendesse la caccia alla tortora significava andare contro indirizzi nazionali ed esporlo allo stop».