«Caccia vietata per almeno due anni nelle aree bruciate»

31 Agosto 2017

La richiesta dell’istituto è all’esame degli assessorati Pepe: per ora riflettiamo sulla preapertura di settembre

PESCARA. Sospensione dell’addestramento e allenamento dei cani da caccia; divieto della caccia da appostamento; posticipo all’inizio di ottobre dell’apertura della stagione venatoria per gli uccelli acquatici; riduzione del periodo di caccia o limitazione del carniere per le specie stanziali; divieto di caccia per almeno due anni in tutte le aree percorse dal fuoco e nelle fasce contigue. Queste le raccomandazioni alle Regioni dell’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale vigilato dal ministero dell’Ambiente), a seguito degli incendi e della siccità che hanno colpito vaste parti del Paese e l’Abruzzo. La lettera dell’istituto verrà discussa in queste ore dagli assessore regionali all’Agricoltura in seno alla Commissione nazionale. «La nota è molta ampia», spiega l’assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo Dino Pepe. «L’Ispra consiglia per quest’anno di non aprire per niente la caccia e poi, per le aree interessate dagli incendi, e solo per quelle, suggerisce il divieto di caccia per due anni. Su questo vedremo in sede di commissione, ma due anni mi sembrano tanti. Sull’abolizione della preapertura delle quattro giornate di settembre stiamo facendo una riflessione. Ed è una riflessione importante che coinvolge il mondo venatorio e il mondo agricolo. È comunque evidente che l’Abruzzo è una delle regioni più colpite dagli incendi e la fauna ha patito molto queste situazioni». Se, come sembra, la Regione dovesse decidere di cancellare la preapertura si andrebbe direttamente all’apertura del 1° ottobre. L’avvicinarsi della data alimenta nel frattempo la discussione tra chi è contrario e chi è favorevole all’apertura della stagione. Ieri L'Ente nazionale protezione animali ha lanciato dalla sua pagina Facebook, un “mail bombing'” al presidente Paolo Gentiloni e alle Regioni per chiedere di bloccare sia le preaperture di caccia, sia la stagione venatoria 2017-2018. «La richiesta era già stata avanzata alcune settimane fa da Enpa insieme con le altre associazioni animaliste e ambientaliste, e rinnovata nei giorni scorsi a seguito del parere Ispra», scrive la Ong in una nota. «L'istituto esprimeva un vero allarme per lo stato di conservazione della nostra fauna selvatica, decimata da incendi e siccità senza precedenti. Di tale autorevole parere le Regioni non hanno tenuto alcun conto».
Per il mantenimento del calendario di caccia si schiera il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che invita in una lettera le associazioni venatorie e dell’agricoltura a far sentire la propria voce contro un eventuale provvedimento di chiusura della caccia. «Una vera assurdità», scrive Febbo, «data la percentuale di territorio interessato rispetto al totale del patrimonio boschivo». La confederazione degli agricoltori Copagri è invece favorevole a «una rivisitazione in diminuzione del periodo previsto», ma è assolutamente contrario a sospendere o ridurre lo spazio temporale previsto per la caccia ai cinghiali che non deve trovare tregua».