Cadono lastre dal controsoffitto: paura nel reparto di Chirurgia

Il crollo avvenuto intorno a mezzogiorno nel corridoio, ma la copertura è stata subito ripristinata Il segretario Fials Pasqualone: «Sono 25 anni che si attendono i lavori, non ancora è stato fatto nulla»
PENNE. Ieri mattina, una parte della controsoffittatura del corridoio di Chirurgia dell’ospedale San Massimo, di Penne, proprio all’ingresso del reparto, si è staccata. È successo intorno a mezzogiorno.
Si sono distaccate dal soffitto 6 lastre di alluminio. Non vi è stato cedimento di intonaco e tutta la struttura è stata controllata. Immediatamente la direttrice sanitaria del San Massimo Lara Costanzi ha comunicato l’accaduto e consentito l’immediato ripristino della completa funzionalità del corridoio a cura dell’Omnia servizi. «Fortunatamente non è successo niente e non passava nessuno in quel momento», commenta il segretario regionale del sindacato Fials Gabriele Pasqualone, «non si possono sempre sottovalutare questi episodi. Sono venticinque anni che sul presidio sanitario del San Massimo si fanno proclami di ristrutturazione senza mai fare nulla». «Sono stati spesi soldi su soldi per fare progetti di ristrutturazione che poi puntualmente non sono stati concretizzati», continua il segretario Fials.
A Penne, intanto, si attende che il progetto di ristrutturazione del San Massimo da 12,5 milioni di euro vada in porto. A luglio scorso è stata trasmessa la convenzione firmata tra la Regione e il ministero della Salute per i primi interventi del programma di edilizia sanitaria che sta portando avanti il governo regionale. Il finanziamento per l'ospedale di Penne dovrebbe già essere disponibile, sono però necessari una serie di adempimenti burocratici legati alla rimodulazione del progetto esecutivo già disponibile dal 2013, quando il direttore generale della Asl era Claudio D'Amario, oggi direttore del dipartimento Salute della Regione.
Il mastodontico carteggio evidenzia le criticità del San Massimo e prospetta tutte le sezioni di intervento. Tra le carenze: la mancanza di servizi igienici in stanza; finiture non idonee alle destinazioni d’uso e impianti non rispondenti alla normativa vigente. Dal punto di vista progettuale l’intervento prevede l'ampliamento del Pronto soccorso al piano terra e al piano primo. Un ampliamento di circa 200 metri quadrati che servirà a colmare le lacune in merito ai requisiti minimi strutturali.
«È ora di effettuare una manutenzione ordinaria costante», avverte Pasqualone, «abbiamo chiesto anche un incontro con il direttore generale della Asl per discutere di un progetto a medio termine. Il Pronto soccorso, i cui locali non sono idonei, potrebbe esser dirottato nell’ex Cardiologia. Per creare un po’ più confusione, invece, l’ufficio cartelle cliniche, che si trovava al piano terra della palazzina del Cup, è stato spostato al primo piano».
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