Caffè Venezia, slitta al 24 febbraio la sentenza per i sette

PESCARA. E’ slittata al 24 febbraio del 2015 la sentenza del giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Pescara, Maria Carla Sacco, per l'inchiesta su un presunto riciclaggio che nel...
PESCARA. E’ slittata al 24 febbraio del 2015 la sentenza del giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Pescara, Maria Carla Sacco, per l'inchiesta su un presunto riciclaggio che nel settembre del 2011 portò al sequestro dei due Caffè Venezia di Pescara in piazza Salotto e in viale Venezia appartenenti alla famiglia Granatiero, originaria di Manfredonia.
L'udienza è stata rinviata per un impedimento di Giuliano Milia, difensore dei sette imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato e che appartengono alla famiglia da tempo arrivata a Pescara per aprire varie attività commerciali.
La sentenza, inizialmente, era prevista per ieri mattina ma è slittata al febbraio del prossimo anno.
Il titolare dell’inchiesta, il pm Gennaro Varone, nel corso delle conclusioni della sua requisitoria, aveva chiesto cinque condanne e due assoluzioni per i sette imputati. E nel dettaglio cinque anni e sei mesi per i fratelli Sebastiano Michele e Pasquale Granatiero; cinque anni per Antonia Grieco; due anni per Rita Lucia Grarnatiero; due anni e sei mesi per Giuseppe Prencipe; assoluzione perché il fatto non costituisce reato per Anna Brigida e Severino Prato. Gli investigatori avevano lavorato sulla tesi della procura secondo la quale il denaro investito e utilizzato per la gestione dei due bar sarebbe arrivato, per l’accusa, dalla famiglia pugliese dei Romito. E’ su questa tesi che tre anni fa con unb maxi blitz di poliziotti e finanzieri vennero chiusi i due locali e le altre attività dei Granatiero.
La sentenza per i sette arriverà adesso il 24 febbraio.
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