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27 Novembre 2019

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FRANCAVILLA. Ha assoldato quattro persone e insieme a loro ha fatto irruzione nella sua casa di Francavilla data in affitto, aggredendo gli inquilini, a suo dire morosi, con botte e coltellate, per poi cambiare la serratura e barricarcisi dentro, ma è stato arrestato dai carabinieri insieme a un componente del gruppo.
E' successo ieri mattina a Francavilla, in un condominio di viale Alcione, al confine con Pescara. Il proprietario, Massimo Di Carlo, 58 anni, residente a Chieti, per cacciare la famiglia che vive in casa sua da poco più di un mese e che a suo dire non pagava l'affitto, ha messo in piedi una sorta di squadra d'assalto, composta da tre ragazzi di colore e un italiano. Insieme a loro poco dopo le 10 si è presentato nella palazzina dove ha l'appartamento, ha sfondato la porta e ha aggredito i due uomini che c'erano all'interno, un ragazzo e un adulto, sia con le mani sia con un coltello, utilizzato non dal proprietario ma dagli altri componenti del gruppo.
I due inquilini, che vivono lì insieme alla mamma del ragazzo, al suo compagno e a un altro figlio, sono stati scaraventati lungo le scale, cadendo rovinosamente e riportando una serie di ferite e contusioni. Il gruppo ha preso entrambi a calci e pugni, mentre solo il giovane è stato ferito a una mano con il coltello. Medicato, se la caverà con dieci giorni di prognosi. Mentre il gruppo cambiava la serratura per chiudersi in casa, il ragazzo ha avvisato la madre, che a sua volta ha chiamato i carabinieri di Francavilla.
I militari, coordinati dal comandante Antonio Solimini, arrivati sul posto hanno immediatamente arrestato il proprietario di casa, mentre l'intervento del nucleo operativo e radiomobile di Chieti e quello di un poliziotto della questura di Pescara, non in servizio in quel momento, è servito per bloccare uno dei componenti della squadra, un 36enne nigeriano, Ewuru Kenneth, senza fissa dimora. Gli altri invece sono riusciti a fuggire e a far perdere le loro tracce, anche se gli inquirenti sono al lavoro per provare a rintracciare coloro che mancano all'appello e che hanno partecipato alla spedizione punitiva. Proprio su questo punto si concentrano le indagini degli investigatori, anche attraverso l'analisi dei cellulari utilizzati dai membri della banda arrestati.
L'ipotesi più accreditata è che il proprietario di casa abbia pagato gli uomini per convincerli a farsi aiutare nell'azione di forza per sfrattare prepotentemente gli inquilini e rientrare in possesso dell'immobile. Adesso Di Carlo si trova ai domiciliari, mentre il nigeriano fermato è stato trattenuto in caserma. Per entrambi già questa mattina è stato fissato il giudizio per direttissima a Chieti. Le accuse sono di violazione di domicilio aggravato ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni, oltre alla violenza sulle persone e sulle cose.
Le vittime, tutte appartenenti a una famiglia composta da madre, compagno e due figli, alla quale saltuariamente si aggiunge anche l'ex marito della donna, come nel caso di ieri mattina, dopo aver ricevuto l'assistenza sanitaria sono rientrate nella loro abitazione in attesa di conoscere gli sviluppi della vicenda.
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