Caldo e afa, ancora malori e cadute Decine di telefonate dagli anziani

PESCARA. Altra giornata di grande caldo in città, ma anche nelle aree interne, con temperature al di sopra delle medie stagionali che stanno facendo boccheggiare tutta la provincia.A complicare il...
PESCARA. Altra giornata di grande caldo in città, ma anche nelle aree interne, con temperature al di sopra delle medie stagionali che stanno facendo boccheggiare tutta la provincia.
A complicare il tutto, l’alto tasso umidità. E oggi, stando alle previsioni, la situazione non cambierà di molto. Ancora afa sulla costa e caldo torrido nell’entroterra. Una situazione che sta mettendo in serie difficoltà soprattutto gli anziani affetti già da patologie.
Lo conferma il grande lavoro a cui, anche ieri, sono stati sottoposti i sanitari del 118 e del pronto soccorso, a causa dei malori e dei traumi, alcuni dei quali causati proprio da svenimenti e malesseri improvvisi. Lunedì sono state una quarantina le persone finite in ospedale per sbalzi di pressione, perdita di coscienza e cadute dovute a mancamenti. Nelle ultime ore, gli accessi sono stati numericamente simili. Diversi anche gli anziani che, proprio a causa di queste temperature bollenti che non concedono tregua, si stanno rivolgendo al servizio di pronto intervento sociale che anche quest’anno l’amministrazione comunale, e in particolare l’assessorato diretto da Nicoletta Di Nisio, ha messo in campo per cercare di dare un aiuto concreto alle persone sole e in difficoltà, per lo più anziani.
Tre i numeri messi a disposizione: 085 4283043 (che risponde dal lunedì al venerdì mattina 8.30/12.30 e il martedì e giovedì pomeriggio dalle 15 alle 18); 366 4584944 del corpo volontari della protezione civile Montesilvano Onlus (dal lunedì al venerdì 8.30/12.30) e 351 5989185 (il venerdì dalle 15 alle 18 e il sabato e la domenica dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 18) del gruppo Humanitas Pescara. Proprio il direttore dell'Humanitas, Andrea Bucciarelli, fa presente che, negli ultimi giorni, le chiamate sono aumentate. «Abbiamo iniziato il 23 luglio», spiega, «e c’era poco movimento. Adesso invece le persone hanno iniziato a capire, e ci stanno telefonando. Ci chiamano soprattutto cittadini fra i 60 e gli 80 anni, gran parte con patologie o comunque persone che vivono da soli. Ci chiedono di accompagnarli ad acquistare farmaci o di farlo per loro. Alcuni, non sapendo a chi rivolgersi, ci chiedono anche se possiamo fare loro le iniezioni. A chi ha problemi di salute, misuriamo comunque i parametri: pressione, saturazione e glicemia. Poi capita che ci intratteniamo a parlare e quindi facciamo loro un po’ di compagnia».
Telefonate al numero dell’Humanitas sono arrivate anche nella terribile giornata di fuoco del primo agosto, quella che ha devastato la Pineta. «Noi», racconta Bucciarelli, «eravamo in zona e stavamo cercando di dare il nostro aiuto quando abbiamo ricevuto chiamate di persone spaventate o perché vedevano dai balconi le fiamme oppure per le notizie che sentivano in giro. E abbiamo cercato di tranquillizzarle, andando a casa loro».
(a.d.f.)

