Caldo record, il 118 in affanno: chiamate continue per i malori

4 Luglio 2022

Gli interventi delle ambulanze sono andati avanti senza sosta per fronteggiare le richieste di aiuto Ma i mezzi a disposizione tra Pescara e Montesilvano sono soltanto 5 e non tutti con il medico a bordo 

PESCARA. Il telefono squillava in continuazione, ieri, alla centrale del 118. In sole quattro ore, all’incirca dalle 9 alle 13, sono arrivate richieste di intervento in continuazione, in gran parte per i malori dovuti al caldo ma anche per piccoli traumi e per il Covid, che sta subendo una nuova impennata. Sono stati 28 gli interventi effettuati dalle ambulanze in servizio, molti di più delle scorse settimane. Una giornata da bollino rosso non solo per le temperature, che da qualche giorno stanno surriscaldando la provincia, ma anche per la struttura del 118 che ha a disposizione una sola ambulanza con il medico a Pescara e una a Montesilvano mentre le altre tre, messe a disposizione da Croce Rossa e Misericordia, non hanno personale medico a bordo. Il lavoro è andato avanti in maniera incessante per rispondere alle tante chiamate ma anche per gestire gli interventi il più rapidamente possibile, tenendo conto che le ambulanze che trasportano sospetti casi Covid vanno sanificate prima di uscire nuovamente, perdendo tempo in termini di operatività. Il caldo è determinante: scatena malesseri, specie tra i fragili - ma non solo tra loro. E i diretti interessati pensano di risolvere tutto rivolgendosi al 118, evitando il pronto soccorso e sottoponendosi a un controllo a casa. C’è anche chi si dirige in autonomia al pronto soccorso dei centri vicini, da Chieti da Atri, se non Penne e Popoli, per evitare il “tutto esaurito” del pronto soccorso di Pescara, andato più volte in affanno, per carenza di personale e eccesso di afflusso, ma anche per mancanza di posti neii reparti.
Ora, complici i malori legati alla bella stagione e il Covid, è il 118 ad andare in sofferenza, tanto più se i medici di famiglia non sono contattabili (ieri era domenica) e se la guardia medica non si sposta. Per affrontare un’altra giornata come quella di ieri ci sarebbe bisogno di più personale (il primo luglio era attesa l’integrazione con il 118 di Chieti, nella centrale di Pescara) e più ambulanze. Una in più è stata attivata per l’estate, ma solo nel fine settimana, e solo alcune ore. «Occorrerebbero più ambulanze, per il fabbisogno estivo della zona costiera pescarese», conferma il coordinatore infermieristico del 118, Enrico Di Sigismondo. (f.bu.)