Calenda: con D’Amico può vincere la qualità

Da Stellantis al treno Pescara-Roma, parla il leader di Azione
PESCARA. Carlo Calenda ieri a Teramo e oggi a Pescara, accompagnato dal deputato rosetano Giulio Cesare Sottanelli. Per il leader di Azione, con Luciano D’Amico vince la qualità. La forza è nei nomi dei candidati, non nella alchimie politiche.
Onorevole, qual è il ruolo nel centrosinistra di Azione?
Assimilare Azione al centrosinistra non è corretto. Il nostro partito nasce nel 2019 con il preciso intento di superare il bipolarismo che in questi ultimi trent’anni ha diviso gli italiani in tifoserie. Sempre meno cittadini seguono la politica e soprattutto vanno a votare. Nelle ultime regionali nel Lazio e in Lombardia si è recato alle urne il 40% degli aventi diritto facendo segnare un vero e proprio boom dell’astensionismo. In Abruzzo, come nel resto del Paese, per Azione restano prioritarie la qualità dei candidati e delle proposte.
Perché l’impegno di Azione di Calenda per D’Amico?
Il nostro sostegno a D’Amico nasce proprio per quello che ho appenda spiegato: la qualità del candidato. Negli anni passati ha dimostrato capacità gestionale e competenza quando è stato chiamato a lavorare sul dossier del trasporto locale regionale. Ha il profilo del nostro candidato ideale, e ha dimostrato le sue qualità sia nell’ambito accademico che in quello manageriale. L’Abruzzo è una Regione con grandissime potenzialità che fino a oggi è stata malgovernata dal centrodestra. Sono fermamente convinto che D’Amico sia l’alternativa giusta al deludente centrodestra di Marsilio.
La coalizione ampia del Patto per l’Abruzzo è definita un laboratorio politico nazionale. È d’accordo?
La coalizione che sosterrà D’Amico non è il laboratorio di niente. E proprio per le ragioni che spiegavo in precedenza. Per noi contano i candidati, non le alchimie politicistiche, i campi larghi o i campi stretti. L’elettore non sa più che farsene delle formule di palazzo. Noi abbiamo scelto il candidato migliore per l’Abruzzo e questa è l’unica bussola che orienta la nostra strada. Qui e in tutta Italia.
I sondaggi diffusi, dal primo commissionato a ottobre da Azione ai più recenti di Pd e FdI, tracciano un quadro molto differente: si va da una distanza di 9-10 punti a un sostanziale pareggio. Secondo lei qual è il più attendibile?
I sondaggi non ci appassionano. La differenza tra le due coalizioni sarà data dalla credibilità dei programmi di governo. Certamente queste ultime settimane saranno determinanti ma non prenderei le rilevazioni come oro colato. È una cosa che non faccio mai. A Roma, quando ero candidato sindaco, venivo stimato attorno al 5,9%, a urne chiuse la lista “Calenda sindaco” ha ottenuto oltre 220.000 voti arrivando a essere quella più votata con il 19,8%.
In termini di percentuali e seggi quali sono gli obiettivi di Azione?
Sono fermamente convinto che fare previsioni alla vigilia del voto non sia mai di buon auspicio e non si tratta solo di scaramanzia. Azione metterà in campo candidati di valore e di livello, convinta di poter intercettare il favore degli abruzzesi. Le nostre liste saranno composte da uomini e donne che arrivano dal mondo delle professioni e del tessuto sociale che si mescoleranno con tante figure che già provengono da esperienze amministrative. Invito gli abruzzesi a studiarne i curriculum e valutarli come se si trattasse di un colloquio di lavoro.
Secondo il programma che il suo partito ha consegnato a D’Amico quali sono le priorità da affrontare in Abruzzo?
Senza dubbio sanità, infrastrutture e lavoro. È scandaloso che il governo di Giorgia Meloni, leader del partito di Marsilio, abbia depennato i fondi del Pnrr destinati alla realizzazione della linea ad alta velocità Roma-Pescara. Si è data la colpa alla burocrazia ma dietro c’è invece una precisa incapacità politica che finisce per penalizzare e isolare ancora di più l’Abruzzo. Altro tema, la sanità. Sono ancora moltissimi gli abruzzesi costretti a migrare verso altre regioni per ricevere cure adeguate o a rivolgersi al privato. Negli ultimi anni, infatti, sono crollate le prestazioni erogate ai cittadini e sono enormemente aumentati i tempi delle liste di attesa. È inutile fare un taglio delle tasse di 16 euro ed essere poi costretti a spenderne migliaia per curarsi privatamente.
E poi cos’altro mette in cima alla lista?
Non posso non citare sul vostro giornale lo stabilimento Stellantis di Atessa, di recente visitato da Tavares, il quale, senza fornire informazioni esplicite riguardo i livelli produttivi, occupazionali e gli investimenti previsti, continua ad avanzare richieste, nello specifico l’abbattimento dei costi dell’energia e infrastrutture più efficienti.
E tutto ciò avviene mentre Stellantis sceglie di ampliare la produzione di veicoli commerciali a idrogeno, in cui lo stabilimento di Atessa è specializzato, in Francia e Polonia. Sul piano infrastrutturale, va ricordato che Sergio Marchionne, insieme all’allora Governatore Luciano D’Alfonso, aveva concordato un programma di sviluppo infrastrutturale in seguito disatteso dall’attuale presidente Marsilio. Ed è per questo motivo che abbiamo chiesto a D’Amico di riprende il piano con tutte le ovvie e necessarie revisioni.
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