Calo di presenze negli hotel «Ci sono troppi migranti»

Tocco (Federalberghi): a giugno è andata male, ad agosto ancora troppe camere libere Di Stanislao (Assobalneari Confindustria): penalizzate le strutture a ridosso della Pineta
MONTESILVANO. Una stagione turistica finora molto deludente per le strutture ricettive di Montesilvano che chiudono giugno con un meno 15-20 per cento di presenze e hanno ancora troppe camere libere ad agosto.
A fornire il quadro, tutt’altro che rassicurante, dell’andamento dell’economia turistica cittadina è Adriano Tocco, vicepresidente di Federalberghi Pescara e dell’associazione montesilvanese Alberghiamo.
«La stagione 2017 è iniziata decisamente sottotono e in ritardo», commenta. «Rispetto al 2016, l’inizio di giugno è stato davvero negativo, per poi riprendersi un po’ verso la fine. Ma complessivamente possiamo dire di aver perso circa il 15-20 per cento di presenze rispetto allo stesso mese del 2016».
La situazione, fortunatamente, è tornata alla normalità aluglio, anche se c’è ancora molta preoccupazione per agosto. «Per luglio», prosegue Tocco, «possiamo dire che in questi ultimi anni è il mese in cui si lavora meglio e attualmente abbiamo confermato la situazione del 2016. Il problema vero è agosto. Fino a qualche anno fa, in questo periodo la disponibilità delle strutture era terminata da tempo. Ora, invece, quasi tutti gli alberghi hanno ancora camere libere per tutte le settimane di agosto».
Ma come mai questo calo di presenze? «Sicuramente da tempo i turisti tendono a prenotare all’ultimo momento nella speranza di cogliere qualche super offerta», rivela il vicepresidente di Federalberghi. «E questo incide negativamente sul settore, perché con le camere vuote le strutture giocano alla guerra delle offerte. C’è poi da dire che quest’anno per l’Abruzzo, così come per le Marche, ha influito anche molto il problema del terremoto. Le persone hanno paura e questo influisce negativamente sul turismo».
A detta di Tocco, tuttavia, il problema potrebbe essere anche legato a un discorso di offerta turistica. «Noi operatori dobbiamo iniziare a pensare a qualcosa. Probabilmente non basta più solo l’ottimo hotel, il buon cibo e la spiaggia attrezzata, ma dobbiamo ideare pacchetti che offrano al turista la possibilità di fare un’esperienza completa alla scoperta dell’Abruzzo. All’indomani dell’ottima riuscita della Cena in bianco», prosegue Tocco, «ho ricevuto commenti positivi da parte dei clienti che non hanno potuto però partecipare per una questione logistica, dal momento che l’evento prevede che i partecipanti portino con sé tavoli, stoviglie e la cena. Per questo abbiamo deciso, dal prossimo anno, di mettere a disposizione dei clienti un catering per consentire loro di partecipare consumando lì il pasto della pensione completa». Secondo Tocco, poi, la presenza di Centri di accoglienza straordinaria ha avuto dei riflessi negativi soprattutto sugli hotel a ridosso della pineta, dove la presenza di immigrati è maggiore. Ne è convinto anche Ottavio Di Stanislao,presidente Assobalneari Confindustria Abruzzo. «La presenza dei migranti ha un effetto negativo per la clientela, che non gradisce la presenza di decine di persone che bivaccano nella pineta o in spiaggia. Per il sistema alberghiero di Montesilvano si tratta di una catastrofe ambientale», afferma. «In presenza di comuni che aderiscono allo Sprar come Montesilvano bisogna chiudere i centri di accoglienza», va avanti Di Stanislao. «A Montesilvano ce ne sono due, nella zona dei grandi alberghi e nella zona sud verso l'Excelsior. Bisogna dare seguito alle promesse dello Stato e ai suoi decreti. Certe commistioni danneggiano il turismo, i clienti si lamentano, tra soggetti di colore e prostituzione, i bivacchi, atteggiamenti senza decoro, la situazione è critica». Lo Sprar riguarda 160 persone: cosa fare per i migranti in eccesso? Per Di Stanislao «aver permesso i cas nelle zone turistiche è stato poco lungimirante».
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