Calo di turisti del 30% Gli operatori adesso sperano nel Ferragosto

Renisi (Albergatori): previsioni ottime nel periodo dal 14 al 22 agosto E Dolci (Confesercenti): pochissimi stranieri rispetto all’anno scorso
PESCARA. Vacanze più corte e spalmate su più weekend lunghi durante tutta la stagione estiva. Meno stranieri in giro che però sono i villeggianti con la capacità di spesa maggiore che si lasciano andare di più allo shopping. Alberghi pieni, ma con possibilità di trovare ancora posto, per chi decide di approfittare dei last minute.
L’estate pescarese in termini di turismo fino ad ora è stata «tiepida», secondo Daniela Renisi presidente di Federalberghi Pescara, ma le previsioni per ferragosto sono «ottime, perché ci sarà il classico pieno. Il fatto che quest’anno il ferragosto cade di giovedì porta a far protendere di più per il weekend, ma abbiamo notato che ci sono moltissime richieste per i giorni che vanno dal 14 al 18 o dal 16 al 22. Non ci sarà una coda lunga quindi del ferragosto», analizza l’albergatrice, «anche perché si è confermata in questa estate la tendenza al mordi e fuggi e al segmentare le ferie. Il mese di luglio è stato molto altalenante con alcuni weekend più gettonati di altri. Per il momento confermiamo i numeri dello scorso anno», prosegue Renisi, «specie quelle strutture che lavorano molto con il turismo famiglia e hanno saputo strutturare pacchetti per andare incontro alle loro esigenze. Tuttavia c’è una flessione del 30 per cento, anche perché il mare come meta sta vivendo una fase di discesa per via del grande caldo che stimola di più a scegliere la montagna. Poi c’è la questione della mucillagine, un elemento naturale che non fa male, ma che sicuramente ha un peso quando si sceglie una destinazione. E poi ancora tutti gli scioperi dei treni e i lavori di manutenzione sull’alta velocità hanno scoraggiato tanti a muoversi».
In ultimo, secondo la presidente, c’è la capacità di spesa. «Dopo il Covid», spiega «c’era stata un’impennata, con tanti che hanno sentito la necessità di muoversi e andare in giro anche se non potevano permetterselo. Ora quindi si sono dovuti fermare e hanno dovuto rinunciare alle vacanze. Dopo una grande crescita c’è sempre una flessione». Se a livello nazionale secondo uno studio di Federalberghi, le presenze degli stranieri sono in crescita, con un buon andamento del traffico aeroportuale, «qui la percentuale dei villeggianti rimane per l’87 per cento italiana e per il 13 per cento straniera e con i trasporti non andiamo benissimo».
Il calo dei turisti stranieri lo ha percepito anche Marina Dolci, presidente di Confesercenti. «Fino anche all’estate scorsa», ricorda, «avevamo tantissime presenze dal nord Europa, ora invece di turisti stranieri sono rimasti pochissimi e il grosso arriva dal Belgio perché è l’unico volo rimasto in orari comodi». Secondo la presidente infatti, la riduzione del turismo straniero dipende «da una differente programmazione oraria aeroportuale. Questo è un danno perché mancano gli stranieri che poi sono quelli che spendono di più. A ciò si aggiunge il fatto che il turista italiano «è attirato dai borghi, dalla montagna e dal turismo esperienziale e quindi una città come Pescara lavora meno. Se chiudiamo come l’anno scorso, che era comunque in lieve flessione, sarà un miracolo».
La conferma della riduzione degli stranieri arriva anche da Gabriele Armenti, referente ristorazione di Confcommercio. «Movimento ce n’è nei ristoranti, ma è più locale», afferma. «I turisti di prossimità e i residenti escono, vanno a mangiare fuori, vanno per locali e sagre. A ferragosto ci sarà parecchio movimento, anche nei ristoranti dell’entroterra che hanno saputo lavorare con programmi adatti ai bimbi per attrarre le famiglie».

