Calvisi: «Sono andati a morire per una frattura della tibia»

L’AQUILA. Una tragedia come questa porta con sè sempre una domanda: si poteva evitare? Secondo Luigi Calvisi, medico del 118 dell’Aquila, la tragedia di Campo Felice poteva essere evitata. E spiega...
L’AQUILA. Una tragedia come questa porta con sè sempre una domanda: si poteva evitare?
Secondo Luigi Calvisi, medico del 118 dell’Aquila, la tragedia di Campo Felice poteva essere evitata. E spiega perché.
Dottor Calvisi, c’era un modo?
«Questa tragedia, dove sono morte sei persone – tre miei amici, oltre che colleghi di lavoro – si è verificata per una disgraziata concomitanza di eventi. Ma il motivo principale, che sto denunciando da anni, è che le stazioni sciistiche devono dotarsi di un’ambulanza. Lungi da me addossare responsabilità al titolare dell’impianto, ma è tempo che si investa anche su questo. Pongo una domanda: è possibile che sei persone muoiano per la frattura di una tibia?».
Perché insiste su questo argomento?
«Avete presente quando nelle partite di calcio, da un certo livello in su, negli stadi si vedono le ambulanze? Le società sono obbligate ad avere il mezzo di soccorso. Perché le piste da sci no? Eppure sono centinaia gli infortuni».
Perché la tragedia di Campo Felice?
«C’è prima da chiarire come funziona il protocollo, così capiamo perché è partito l’elicottero. Abbiamo in dotazione tre ambulanze: una con medico a bordo, ed è per il codice rosso e interviene se la distanza non supera i 20 minuti di percorrenza, altrimenti va l’elicottero, sempre con medico a bordo. Se c’è un codice verde o giallo, abbiamo altre due ambulanze, con il solo infermiere a bordo. Il caso di Campo Felice non era un codice rosso».
E allora come mai si è alzato l’elicottero?
«Perché le due ambulanze con infermiere erano impegnate in altri interventi. Per arrivare a Campo Felice occorrono 30 minuti, quindi più del tempo previsto dal protocollo. C’era l’ambulanza con medico per il codice rosso, ma tra andata e ritorno avrebbe impiegato un’ora e mezza e per tutto il tempo avremmo tenuto l’intero territorio scoperto. Così si è deciso di inviare l’elisoccorso. Il comandante prima di alzarsi in volo ha controllato le condizioni meteo, perché l’ultima parola spetta a lui: se non si può, l’elicottero non vola».
Quindi, secondo lei, il comandante ha ritenuto che ci fossero le condizioni per andare a prendere il ferito?
«Evidentemente sì, altrimenti non si sarebbe alzato. Ma una volta sulla piazzola a Campo Felice, non è stata segnalata la “ripartenza”, come avviene di solito. L’elicottero non ha spento neppure le pale ed è ripartito subito, segno che il comandante aveva capito che le condizioni meteo stavano cambiando. Ma se ci fosse stata un’ambulanza sul posto in dotazione all’impianto, il ferito in 30 minuti era in ospedale. Sei persone sono morte inutilmente. Sa cosa accade in Trentino e Valle d’Aosta?».
No, cosa?
«Ci sono delle tariffe, 120 euro al minuto: se l’elisoccorso viene chiamato in maniera impropria, paga l’utente. Un intervento con l’elicottero costa dai 2.000 ai 3.000 euro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

