Cambia la ditta delle pulizie negli ospedali, riassunti in 150

2 Settembre 2014

Impresa di Milano vince l’appalto da 22 milioni di euro per i presidi di Pescara, Penne e Popoli Stipulato l’accordo per salvare i dipendenti al lavoro da 15 anni. Passaggio di consegne entro due mesi

PESCARA. Dopo un appalto lungo 15 anni, cambia la ditta delle pulizie negli ospedali di Pescara, Penne, Popoli e nei distretti sanitari di Pescara e provincia. Tra un mese, a meno di colpi di scena, la Asl dovrebbe firmare il contratto con una nuova ditta che ha vinto la gara per la pulizia e la sanificazione degli ospedali e delle strutture territoriali della Asl. Un appalto, bandito con una base d’asta di quasi 30 milioni di euro per 5 anni di servizio, che la ditta Dussmann service srl di Milano ha vinto con un ribasso di oltre 7 milioni di euro: la Dussmann si è aggiudicata la commessa offrendo la cifra di 22.458.799,80 euro. Alla gara d’appalto hanno partecipato 17 imprese ma, tra queste, non c’era la Dm di Roma che, per 15 anni, ha curato le pulizie nelle strutture sanitarie di Pescara e provincia.

Con la delibera 923 del 28 agosto scorso, il direttore generale della Asl Claudio D’Amario ha detto sì all’aggiudicazione provvisoria in favore della Dussmann: entro 35 giorni dovrebbe arrivare l’assegnazione definitiva e, a seguire, servirà un altro mese per il passaggio di consegne.

Non è soltanto un cambio di ditta: se si avvia a uscire di scena la Dm di Roma, il capitolato dell’appalto prevede che la Dussmann debba riassumere tutti gli oltre 150 dipendenti che attualmente lavorano negli ospedali e nei distretti sanitari.

Durante l’esame delle offerte economiche delle imprese concorrenti, quella della Dussmann era stata definita «anomala» dalla commissione di gara e come tale sottoposta a verifica. Ma dopo i controlli, la commissione ha stabilito la congruità dell’offerta definendola «sostenibile»: «L’offerta della Duissmann», spiega il verbale del responsabile del procedimento Tiziana Petrella, direttrice del settore Acquisizione beni e servizi, «garantisce sia il riassorbimento del numero di persone riportato negli elenchi (livello occupazionale), sia l’attribuzione ai lavoratori di un numero di ore contrattuali anche superiore a quello risultante dagli elenchi». Il documento, poi, passa in rassegna i costi: «Il costo del lavoro stimato dalla ditta consente di garantire il rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro». Per la manodopera, l’offerta della ditta prevede una spesa di quasi 5 milioni di euro all’anno. «Gli importi stimati per macchinari e attrezzature, prodotti chimici, forniture e software risultano comprovati», prosegue ancora il verbale, «e, pertanto, ragionevoli; i costi della sicurezza corrispondono al costo riportato nella tabella ministeriale; l'importo per spese generali e imprevisti appare congruo». Infine, sotto esame anche il guadagno dell’impresa tenendo presente anche la fase di crisi: «L’utile stimato», scrive Petrella, «appare ragionevole rispetto ai valori pregressi risultanti dai bilanci e in linea con la fase economica recessiva in atto». Finora, non sono stati ancora presentati ricorsi al Tar contro l’aggiudicazione provvisoria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA