Cambiano le tasse per case e terreni Ora i cittadini pagano solo l’Imu

L’amministrazione comunale abroga la Tasi sugli immobili e conferma tutte le aliquote già in vigore L’assessore Seccia: «Nessun problema per chi ha già versato la prima rata dell’imposta soppressa»
PESCARA. Scatta una mini rivoluzione per le tasse comunali. D’ora in poi, i proprietari di case e terreni non pagheranno più la Tasi, ma l’Imu. L’amministrazione comunale, seppure in forte ritardo, ha provveduto ad abrogare il tributo sui servizi indivisibili, uniformando il regolamento comunale sulle imposte locali (Iuc) alla normativa nazionale.
La modifica sarebbe dovuta scattare ad inizio anno ma, a causa dell’emergenza Covid, l’amministrazione comunale ha rimandato l’intervento. Così domani in consiglio comunale, oltre alla riduzione della Tari per le utenze non domestiche bloccate nel periodo del lockdown, approderanno all’esame dell’aula altre due delibere sulle tasse: l’abrogazione della Tasi con l’assorbimento di questa imposta nell’Imu e la conferma di tutte le aliquote già in vigore nel 2019. Entrambi i provvedimenti sono stati elaborati dal dirigente alla Ragioneria generale Andrea Ruggieri, su richiesta dell’assessore ai tributi Eugenio Seccia.
Tuttavia, questo cambiamento arriva con forte ritardo, con i contribuenti che hanno già pagato, entro lo scorso 16 giugno, la prima rata della Tasi. «Ma non ci sarà alcun problema per chi ha già versato la vecchia imposta», ha precisato l’assessore, «gli uffici ne terranno conto».
In pratica con la seconda e ultima rata a saldo, in scadenza il prossimo 16 dicembre, i contribuenti che prima pagavano la Tasi dovranno versare l’Imu. Gli imponibili saranno gli stessi, perché le aliquote applicate prima con la Tasi sono state inglobate nell’Imu. Così, per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita e non affittati, l’aliquota resta al 2,5 per mille; quella per i fabbricati rurali ad uso strumentale, all’uno per mille.
Confermate anche le aliquote dell’Imu: per le abitazioni principali di lusso e relative pertinenze, quelle con categorie catastali A/1 (di tipo signorile), A/8 (ville) e A/9 (palazzi di pregio artistico e/o storico) l’aliquota è confermata al 6 per mille, più una detrazione di 200 euro. Per i terreni agricoli e aree fabbricabili, aliquota al 10,6 per mille. Infine, per gli immobili affittati a canone concordato, è prevista una riduzione del 25 per cento.
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