Cambio al vertice del Pd Biagi sarà il commissario

24 Settembre 2016

PENNE. Il Partito Democratico pennese cambia timoniere. Dopo le dimissioni dell’ex segretario del circolo locale Giancarlo Malachi, avvenute all’indomani della scottante e pesante sconfitta...

PENNE. Il Partito Democratico pennese cambia timoniere. Dopo le dimissioni dell’ex segretario del circolo locale Giancarlo Malachi, avvenute all’indomani della scottante e pesante sconfitta elettorale maturata lo 5 scorso giugno, il segretario regionale del Pd, Marco rapino, ha deciso di commissariare il partito di Penne. A guidare nei prossimi mesi il Pd pennese, alle ultime elezioni arrivato dietro la coalizione vittoriosa di centrodestra rappresentata dal sindaco Mario Semproni e dietro il sorprendente Movimento Cinque Stelle, sarà Bruno Biagi. Sulmonese di nascita, nato e cresciuto a Pescara, Biagi nell’ottobre 2015 è stato incaricato anche delle vesti di commissario del Pd di Loreto Aprutino e ancora prima anche a Spoltore. Ora toccherà a lui ricompattare il Partito democratico del capoluogo vestino, frazionato all’interno quantomeno da due anime, quella più vicina agli ex Ds e quella più filo renziana, e traghettarlo fino al nuovo congresso locale.

«Cercherò di fare in modo che il commissariamento abbia tempi brevi. Sono convinto, data che è emersa chiarissima la volontà delle componenti del Pd di Penne di trovare una strada comune per poter ripartire in maniera coesa, che la soluzione e l'intesa possano trovarsi in tempi assai brevi. Qualora dovesse esserci un congresso nazionale, è chiaro che la data sarà condizionata», ha commentato Biagi.

Di certo c’è che i democratici vestini dovranno leccarsi le ferite, ricucire lo strappo interno che si è generato durante le ultime amministrative cittadine, e soprattutto riprendere quel rapporto di fiducia con i propri elettori e simpatizzanti.

Rispetto a 5 anni fa, quando nel 2011 ottenne il successo elettorale con il candidato sindaco Rocco D’Alfonso, il Pd pennese alle ultime amministrative cittadine ha fatto registrare un calo nelle preferenze di almeno 700 voti.

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