Campi di calcio e palestre Scattano i mini rincari

Il Comune aggiorna i canoni per gli impianti sportivi: aumenti in media di 3 euro Piccoli incrementi anche per le aziende che installano stazioni radio per cellulari
PESCARA. Ora costa di più prendere in affitto un campo di calcio, o una palestra. L’amministrazione comunale ha provveduto ad aggiornare i canoni degli impianti sportivi, affidati in concessione, sulla base dell’indice Istat per il costo della vita. Ma, fortunatamente, gli aumenti non sono gravosi come quelli di due anni fa, quando le tariffe vennero ritoccate all’insù del 10 per cento. Ora si tratta di mini incrementi in media dello 0,3 - 0,4 per cento. Incrementi previsti dalla legge che l’amministrazione comunale è tenuta ad applicare.
Fatto sta che i nuovi prezzi non passeranno inosservati alle tante associazioni dilettantistiche che utilizzano gli impianti sportivi comunali. Tuttavia, nella determina che il dirigente del settore Tommaso Vespasiano ha firmato, vengono elencati solo alcuni impianti con accanto l’aumento applicato. Hanno subìto un adeguamento dello 0,3 per cento cinque impianti. Eccoli: i campi di calcio Donati, a Rancitelli, e San Marco, il cui canone aumenta di 3,66 euro; mentre i palazzetti di via Orfento, via Rigopiano e Giovanni Paolo II, aumentano di 2,93 euro.
Subiscono, invece, un adeguamento dello 0,4 per cento il botteghino dello stadio Adriatico (Ei towers), il cui canone cresce di 12,78 euro; il poligono di tiro, con 16,47 euro in più.
Non sono state risparmiate dagli aumenti nemmeno le società telefoniche che pagano un canone al Comune per l’installazione di antenne per telefonini su alcuni impianti sportivi. A pagare di più saranno tre compagnie: la Vodafone che ha una stazione radio base sull’impianto ex Gesuiti, con 72 euro in più; la H3g per una stazione si un impianto a Zanni e per lo stadio Adriatico, con 18,91 euro in più per ciascuna struttura; la Linkem, per lo stadio Adriatico e la torre civica, rispettivamente, con 9,76 e 8 euro in più.
Questi piccoli aumenti, però, non serviranno a riportare in attivo la gestione degli impianti sportivi. Da un’analisi dei costi, infatti, emerge che gli incassi dei canoni di affitto coprono il 45,50 per cento delle spese sostenute dal Comune. In pratica, le entrate raggiungono la cifra di 835.136 euro, mentre i costi di gestione si aggirano su 1.835.386 euro. In pratica, il Comune spende il doppio di quanto incassa. Ma la percentuale di copertura delle uscite negli anni passati era ancora più bassa. Per questo motivo, l’amministrazione comunale, il primo aprile del 2015, procedette ad una rivisitazione dei canoni d’uso degli impianti per aumentare gli incassi in media di 200.000 euro l’anno. Ma l’operazione scatenò la sentita protesta di alcune associazioni sportive dilettantistiche che utilizzano abitualmente gli impianti comunali.
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