Campitelli: servono più soci per portare avanti un progetto

17 Dicembre 2016

Luciano Campitelli è al timone del Teramo dall’estate del 2008, dopo che la società biancorossa gestita dalla famiglia Malavolta non è stata iscritta alla serie C2 per inadempienze economiche....

Luciano Campitelli è al timone del Teramo dall’estate del 2008, dopo che la società biancorossa gestita dalla famiglia Malavolta non è stata iscritta alla serie C2 per inadempienze economiche. Campitelli è partito dalla Promozione, con il Real Teramo poi trasformatosi in Teramo, ed è arrivato fino alla serie B, nell’estate del 2015, quando la giustizia sportiva ha revocato la promozione per illecito sportivo.

Campitelli, perché ha iniziato a fare calcio a Teramo?

«Il mondo del pallone è affascinante, quando si entra lo si fa pieni di buone intenzioni. Nel mio caso ero già in questo mondo, facevo calcio a Canzano, in Promozione. L’inizio è entusiasmante, ma nella passione non c’è ragione. E così cresci, cresci fino ad arrivare alla serie B. Poi, è accaduto quel che è accaduto (il caso Savona-Teramo, ndc) e il contraccolpo economico è stato pesante, molto pesante».

Ovvero?

«In novantanove casi su cento la società fallisce in queste condizioni. Ma io sono un uomo con le palle, non lascio questo mondo da perdente. Il mio obiettivo è quello di affrontare i problemi, risolverli e poi mettere in sicurezza la società, aprendola a nuovi investitori. Io non abbandono nelle difficoltà, reagisco da uomo».

Scusi, lei in questi anni quanti soldi ha messo nel Teramo?

«Se le rispondessi...».

Dica...

«Non le posso rispondere...».

C’è stato un momento in cui ha pensato di mollare?

«Parecchi. Ma io ho una forza d’animo che verrà ricordata tra qualche anno quando la storia di questa società sarà meglio delineata e contestualizzata».

La sua ricetta?

«La verità è una sola: non può essere una sola persona a reggere il peso del calcio professionistico. Oggi questo è un dato di fatto».

Quindi?

«Siamo nell’epoca della globalizzazione. Un consorzio di imprenditori cinesi sta per acquistare il Milan. Più soci insieme per un unico obiettivo. Questo vale per il Milan, ma anche per il Teramo. Con più Campitelli il Teramo può ambire anche a una serie B fatta bene. Se le responsabilità ricadono su un solo imprenditore, questo finisce per essere prosciugato nel tempo e non si garantisce continuità alla società».(r.c.)

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