Cancellati anche i matrimoni I ristoratori: venite, feste sicure

Operatori di settore preoccupati: affari a picco per albergatori, fotografi, fiorai e catering Si corre ai ripari con i locali sanificati e le distanze, ma già si temono disdette per Pasqua
PESCARA. Matrimoni e feste cancellati o rimandati a data da destinarsi. Disdire un banchetto da centinaia di ospiti significa mettere in ginocchio un intero comparto. Non lavorano ristoratori, albergatori, fotografi, fiorai, catering. Si blocca anche la grande distribuzione.
Una disfatta economica che preoccupa fortemente gli operatori del settore e che si affrettano a rassicurare la clientela: i locali sono sanificati, i parametri delle distanze conviviali e le normali regole dell’igiene rispettate, secondo le indicazioni ministeriali. Come a dire: aspettiamo solo voi.
Villa Chiara, a Città Sant’Angelo, è un ristorante che ha una tradizione decennale di banchetti, arricchita dalla personalità eclettica del titolare, Adriano Terenzi, che denuncia la batosta degli ultimi giorni: «Quattrocento cancellazioni nel fine settimana della festa della donna», spiega lo chef-ristoratore, «avevamo preparato anche lo spettacolo con la musica e intrattenimento in una sala che può contenere 600 persone. Quindi c’era spazio per tutti. Invece è andata diversamente, la gente ha timore dei luoghi affollati. E altre 400 prenotazioni sono a rischio per Pasqua se la situazione non migliorerà, considerato che i divieti ministeriali andranno avanti fino ai primi di aprile. Fortuna che siamo stati cauti nei rifornimenti, alleggeriti dall’avanzare delle disdette. Confidiamo di recuperare la serata in altra data».
Il tempo delle cerimonie nuziali è rimandato dopo il periodo quaresimale, a maggio, quindi «al momento non ci sono rinvii o annullamenti di matrimoni, c’è tutto il tempo di placare le ansie, altrimenti sarà la fine per tutti noi, in crisi anche il comparto della grande distribuzione. È necessario usare di più il buon senso e tornare al più presto alla normalità» conclude il titolare di Villa Chiara. Ricominciando dalle festicciole in famiglia. Così come ci si sta organizzando alla Tenuta Querce Grosse, guidata dal direttore Annamaria Melis. Nella sterminata oasi verde sulle colline francavillesi, i dettagli di cerimonie e banchetti si decidono «passeggiando all’aria aperta», rivela la manager delle Querce, «così i clienti visitano la struttura. La stagione dei matrimoni è l’estate» con gli ospiti che camminano sul prato e diventano protagonisti di improvvisi cambi di location, dal buffet ai dolci, «in questo periodo lavoriamo con feste del nonno e di famiglia con ospiti in numero ridotto. La serata di San Valentino «è stata un successo con i tavoli per due molto staccati l’uno dall’altro», strategia con la quale «abbiamo garantito maggiore privacy alle coppie». Annullate per ora «le prove menù di coppie di sposi abruzzesi che vivono e lavorano in Svizzera, Finlandia e Olanda. Non sono riusciti a tornare a causa della cancellazione dei voli e avrebbero dovuto essere sottoposti a quarantena. Le comunioni sono prenotate ma siamo tutti, comprese le famiglie, in attesa di eventuali disposizioni diocesane. Per il resto i locali sono perfettamente igienizzati, rassicuriamo e aspettiamo la clientela».
Con le disdette delle cerimonie nuziali, vanno in crisi anche i fotografi. Il wedding reporter pescarese Paolo Iammarrone, una storia quarantennale in via Piave, descrive lo stato d’ansia del momento in un breve post sui social: «Cominciano le prime defezioni per i matrimoni di marzo..». Due matrimoni commissionati a fine mese saltati per colpa del panico da Covid 19. «Stanno arrivando le disdette ai ristoranti», commenta, «di riflesso anche noi perdiamo le commesse, è un effetto domino. Ci sono ristoratori che hanno rinunciato ai banchetti per non arrivare all’assurdo di far mettere le mascherine ai camerieri. E come si fa a non baciare la sposa? Mi sono saltati matrimoni da Napoli e lavori commissionati nella cintura milanese e trevigiana. Tutto rimandato, ma a quando?. In giro c’è poca gente e si lamentano tutti, una situazione insostenibile». Quanto all’accoglienza dei clienti «avviene in ambienti perfettamente igienizzati».

