Cancellati i dati su telefonino e computer

Per tre volte in un mese, Alessandro ha fatto riformattare i dispositivi. E sui Suv dei Lamaletto nessuna traccia
PESCARA. Per tre volte, nel suo ultimo mese di vita, Alessandro Neri avrebbe fatto riformattare telefonino e computer. Anche questo sarebbe emerso dagli accertamenti sui dispositivi elettronici che hanno sequestrato i carabinieri. Una circostanza che farebbe pensare a qualche cosa che Alessandro ha avuto la necessità di cancellare, di eliminare. Perché è vero che solitamente si ricorre alla formattazione di un dispositivo a causa di malfunzionamenti dovuti a virus o a problemi specifici, ma è una procedura che comporta comunque la cancellazione di tutti i dati presenti sul dispositivo, rendendolo immacolato, come appena acquistato. I dati infatti vanno persi, a meno che non si faccia una copia di backup. Dunque, perché per tre volte in un mese Alessandro ha avuto la necessità di cancellare la memoria di computer e telefonino? Potrebbe essere che i due dispositivi fossero collegati dallo stesso account e i messaggi che arrivavano sull’uno erano leggibili anche sull’altro. In questo caso, messaggi e contatti che nello stesso mese si sono ripetuti e che Alessandro, evidentemente, ha sempre avuto la necessità di cancellarle, di nascondere. Una circostanza che potrebbe essere riconducibile ai suoi affari di vendite online, ma anche alla sua sfera personale e sentimentale. Piste su cui stanno indagando gli investigatori.
Intanto, in attesa della testimonianza chiave che la mamma di Alessandro Neri non smette di implorare, convinta che l’assassino del figlio sia talmente vicino da poterla ascoltare, oltre agli interrogatori che vanno avanti, è dagli accertamenti tecnici che stanno arrivando le prime risposte. A cominciare da quelle relative alle tre macchine sequestrate, la 500 rossa di Alessandro e i due Suv in uso al cugino Gaetano Lamaletto. Ebbene, mentre sulla 500 i Ris hanno rilevato solo un’impronta di Alessandro, sulle due auto dei Lamaletto sembra non essere emerso nulla di interessante ai fini delle indagini. L’ultima risposta è attesa dalle analisi dei calchi delle tracce degli pneumatici recuperate sulla stradina sterrata che porta al Vallelunga, dove è stato ritrovato il corpo di Alessandro l’8 marzo. Proprio ieri i calchi, insieme con i vestiti e le scarpe che indossava Alessandro quando è stato ucciso, sono stati consegnati ai Ris di Roma. L’obiettivo è trovare qualsiasi traccia, ematica o biologica che possa ricondurre gli investigatori all’assassino.(s.d.l.)
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