Candidato sindaco: è braccio di ferro tra Lega e Forza Italia

7 Marzo 2019

Giuliante esclude nomi esterni al partito e prende tempo «Prima le Provinciali, a Pescara pensiamo dopo il 10 marzo»

PESCARA. C’è chi dall’esterno scommette che la Lega ha già un candidato sindaco, «c’è già un nome e cognome», e che dà pure l’indizio, «uno che non si è candidato alle recenti regionali». Ma Gianfranco Giuliante, coordinatore provinciale della Lega smentisce e aggiunge: «In questo momento non è all’ordine del giorno, stiamo facendo le liste per le elezioni provinciali che scadono il 10 marzo, poi se ne parla». Ma un indizio in più, però, Giuliante lo dà ed è un indizio che sgombera il campo da eventuali nomi esterni circolati finora: «Candidiamo solo persone che sono all’interno della Lega». Ma, ed è questo il punto, sarà effettivamente della Lega il candidato sindaco del centrodestra?
È vero che, dopo la vittoria di Marsilio (Fratelli d’Italia) alla Regione, era stato proprio Salvini a mettere la bandierina su Pescara, proclamando pubblicamente che il futuro sindaco sarebbe stato leghista. Ma è pur vero che, in termini di nomi, sulla carta sembra rimasto ben poco dopo l’exploit, per la Lega, dei candidati pescaresi alle regionali. Vedi Vincenzo D’Incecco con seimila e passa voti, e Luca De Renzis che con i suoi 4.934 voti proprio ieri ha seguito il collega D’Incecco in consiglio regionale grazie allo slittamento legato all’assegnazione degli assessorati.
Dunque, una carenza di papabili (si era fatto anche il nome dell’ex assessore comunale Adelchi Sulpizio che al Centro dice «mai avuto riscontri») che alla fine potrebbe indurre la Lega a rinunciare a Pescara. Ma giocandosi poi tale rinuncia al tavolo nazionale per ottenere candidature in città più grandi e importanti di Pescara. Le amministrative del 26 maggio riguardano infatti altri 25 capoluoghi di provincia, di cui 5 anche di regione. E se tra le città chiamate al voto, grazie alle primarie dei giorni scorsi in seno al centrodestra, Forza Italia ha già ottenuto i suoi candidati a Bari e a Foggia, c’è anche Firenze ed è questa la città a cui la Lega tiene particolarmente e che, al tavolo nazionale, potrebbe indurla a lasciare Pescara agli alleati. Un passo indietro che poi, oltre a far guadagnare alla Lega più spazio altrove, sarebbe anche un modo elegante per uscire dall’impasse di trovare un candidato del territorio che al momento sembra non avere. Perché è proprio sul “candidato del territorio” che punta tutto Forza Italia che di candidati ne ha ben tre e tutti dall’esperienza amministrativa più che ventennale, come quella vantata dai tre aspiranti candidati di Forza Italia, Carlo Masci, Marcello Antonelli e Luigi Albore Mascia.
«È vero che la Lega è il primo partito», dice l’ex sindaco Mascia, «ma è anche vero che la selezione delle candidature deve essere frutto di un ragionamento all’interno della coalizione. Non può passare la logica che si può candidare chiunque perché tanto vince. Il candidato del centrodestra, qualunque esso sia, deve essere in grado di guidare da subito la città. Pescara è come un treno Frecciarossa lanciato a 300 all’ora: se la Lega ha un nome capace di farlo, allora ha tutti i titoli. Dopo cinque anni di nulla la città ha bisogno di risorgere subito, non si può più aspettare». Per sceglierlo, Mascia insiste sulle primarie nel centrodestra, «ma Pagano», dice, «non ha ancora preso una posizione». L’ha presa da subito la Lega, che dopo i risultati di Bari e Foggia, dove ha vinto Forza Italia, è più che mai certa: «Le primarie? Non sono nel nostro Dna», ribadisce Giuliante. (s.d.l.)
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