«Cani uccisi per liberare i box»: sequestrato il canile della Asl

La testimonianza di un dipendente incastra il direttore Di Tommaso, indagato anche il dirigente Ruggeri E scatta il provvedimento del gip per evitare il ripetersi di tali azioni. Gestione affidata a Ildo Polidoro
PESCARA. Finisce sotto sequestro preventivo il canile sanitario della Asl di Pescara che si trova a Città Sant’Angelo.
Ieri gli uomini dei carabinieri forestali che hanno condotto le indagini su delega del procuratore capo Giuseppe Bellelli, che ha seguito in prima persona questa inchiesta che riguarda la presunta uccisione di animali sani all’interno della struttura, e del sostituto Benedetta Salvatore, hanno notificato il provvedimento ai due indagati e alla Asl. Sotto inchiesta, già da alcuni mesi erano finiti in due: Franco Ruggeri, dirigente del servizio veterinario della Asl, e il suo collega Lucio Di Tommaso, anche lui dirigente, e direttore del canile. I due devono rispondere di abuso d’ufficio, mentre il solo Di Tommaso anche del reato di uccisione di animali.
Agghiaccianti le dichiarazioni di un dipendente che spiega i motivi di queste eutanasie: «Tali pratiche», dice agli inquirenti, «vengono effettuate per liberare i posti all’interno dei box del canile e per ridurre gli impegni gestionali e le spese di mantenimento degli animali». Il canile era finito al centro di una inchiesta, aperta a seguito di un esposto presentato dalla presidente della sezione di Pescara della Lega Nazionale per la difesa del cane, Paola Canonico, che aveva denunciato una gestione estremamente grave del canile che andava avanti da anni, senza che nessuno fosse mai intervenuto nonostante le loro continue lamentele.
Adesso, quindi, dopo l’attività investigativa svolta dai militari della forestale e dopo una serie di perquisizioni e acquisizione di atti fatte lo scorso settembre, la procura ha impresso una svolta all’inchiesta, anche e soprattutto per evitare che quei fatti denunciati possano ripetersi e quindi aggravarsi la situazione già esistente. Il canile, sempre dietro provvedimento della procura, è stato affidato a un custode giudiziario che nel caso specifico è il direttore del dipartimento prevenzione della Asl, Ildo Polidoro. Sarà lui che dovrà assicurare il prosieguo delle attività del canile, tra gli aspetti più importanti dell’inchiesta che è finalizzata ad accertare i gravissimi fatti denunciati, ma anche a salvaguardare la struttura a servizio della collettività. Ma prima di nominare Polidoro, i magistrati avevano chiesto e ottenuto dal gip Giovanni de Rensis il provvedimento di sequestro preventivo del canile sanitario.
I due indagati, stando a quanto risulta dal provvedimento, non potranno più proseguire la loro attività nel canile, per cui il custode giudiziario dovrà avvalersi di altro personale, mentre la Asl dovrà decidere quali provvedimenti eventualmente assumere nei confronti degli indagati.
Quanto all’attività investigata svolta, sono state ascoltate diverse persone informate sui fatti, primo fra tutti un dipendente che avrebbe registrato un colloquio in viva voce tra Di Tommaso e un altro veterinario, in cui pianificavano la soppressione di un lupo cecoslovacco in perfetta salute. Ma i carabinieri forestali sono andati anche a sequestrare le cartelle cliniche degli animali che erano stati ricoverati nella struttura, e acquisito la stampa di tutto quanto era custodito nel computer di Di Tommaso, nella sede della Asl di Scafa dove il dirigente veterinario aveva il suo punto di riferimento. E questo sembra si sia reso necessario per la mancanza di un vero e proprio registro sui ricoveri dei cani: pare che l'indagato riportasse le sue annotazioni sul computer che aveva a Scafa.
In quella telefonata registrata, fatta recapitare alla Canonico, si stava pianificando anche l’eliminazione di una intera cucciolata nata nella struttura, la cui richiesta di soppressione sarebbe arrivata da Ruggeri per fare una cortesia a un suo cliente. Ad eliminare la cucciolata sarebbe stato lo stesso Di Tommaso, stando almeno alle indagini svolte, dopo che un suo collega si era rifiutato: per uccidere i cuccioli sarebbe stato utilizzato il Tanax, farmaco usato per le iniezioni mortali.

