Canoni demaniali: da quest’anno via agli aumenti

Con il Decreto Agosto approvato lo scorso anno, sono aumentati i canoni per i titolari delle concessioni demaniali marittime. Il provvedimento, in particolare, ha introdotto, a partire dal 2021, un...
Con il Decreto Agosto approvato lo scorso anno, sono aumentati i canoni per i titolari delle concessioni demaniali marittime. Il provvedimento, in particolare, ha introdotto, a partire dal 2021, un canone minimo da 2.500 euro l’anno per le oltre 21 mila concessioni (su un totale di circa 30 mila censite dal Mit, il ministero dei Trasporti) che erano sotto questa soglia, lasciando invariata la situazione per le circa 8 mila attività che invece già pagavano un importo superiore. Il ritocco al rialzo è stato voluto per assicurare un maggior gettito erariale (la cifra stimata è 39 milioni annui).
La materia riguarda da vicino anche l’Abruzzo: sono circa 670, infatti, gli stabilimenti balneari presenti lungo i 140 km di coste regionali. Il consigliere regionale del Pd Dino Pepe giudica gli aumenti iniqui e lancia un appello sia al ministro dei Trasporti Enrico Giovannini sia ai parlamentari abruzzesi del suo partito, Stefania Pezzopane e Luciano D’Alfonso, a intervenire per cambiare la normativa e neutralizzare le maggiorazioni, che in alcuni casi sfiorano l’800%: «Gli aumenti stanno creando grossi problemi ai titolari di micro e piccole concessioni, anche non commerciali», dice Pepe. «Oltre a incidere negativamente sulle attività produttive proprietarie di concessioni demaniali, già gravemente colpite dalla crisi derivante dalla pandemia, vanno a pregiudicare la sopravvivenza di tante attività senza scopo di lucro, come ad esempio le associazioni sportive dilettantistiche, di promozione sociale, del no profit e le onlus che svolgono attività ricreative senza fini di lucro, di volontariato e i titolari dei cosiddetti “Caliscendi”. Per queste realtà, l’aumento indiscriminato del canone demaniale rischia di diventare un colpo fatale, parliamo infatti di attività che svolgono una funzione di carattere sociale e ricreativo e che hanno già subito ingenti perdite dai provvedimenti di contrasto alla pandemia».
«Questo è un problema molto serio», conclude Pepe. «Vanno quindi trovate soluzioni urgenti affinché si possa giungere ad una rideterminazione della soglia minima dei canoni demaniali così da consentire, a queste entità, il prosieguo ed il rilancio della loro delicata attività di inclusione sociale e di volontariato, per questo mi farò promotore anche in Consiglio regionale di ogni iniziativa utile che vada in questa direzione».

