“Canosiana”, espropri mai pagati da 30 anni

17 Febbraio 2017

Insieme per Alanno denuncia disparità nella liquidazione e chiede risposte al Consorzio industriale

ALANNO. Espropri non pagati da oltre 30 anni. Pazienza esaurita. La presidente dell’associazione Insieme per Alanno Fabia Fattore, denuncia il fatto e racconta gli eventi legati a quegli espropri, che nel paese, sebbene siano trascorsi tre decenni, sono ancora di stretta attualità.

Trenta anni fa il costò circa 36 miliardi di lire la superstrada (detta sopraelevata) di sei chilometri che solca terreni agricoli ricadenti sotto la giurisdizione del Consorzio industriale Chieti-Pescara, sponsorizzata dall'ex assessore regionale Aldo Canosa. Era detta la Canosiana e dava lustro e visibilità all’uomo politico della Dc, quasi contrapponendosi alla strada provinciale 40 voluta da Gaetano Cuzzi, ex Psi, allora presidente della Provincia di Pescara. Alanno diventò famosa per le due grandi vie di comunicazione e per i suoi due concittadini “lontani” sulla scena politica. Oggi la Canosiana viene chiamata indifferentemente Strada d’oro o Eco mostro, a seconda da come la si giudica, riferendo la prima locuzione all'alto investimento oggi paragonabile a circa 20 milioni di euro, la seconda perché dei sei, quattro chilometri sono stati da sempre impraticabili, perché punteggiati da notevoli dissesti, e i restanti due che sono funzionanti e aperti al traffico, non dovrebbero esserlo perché la strada non è stata mai collaudata. Quel tratto fu aperto circa 9 anni fa, con una ordinanza prefettizia, per la durata di un solo anno, per sopperire alla chiusura della provinciale 40 interessata da lavori di consolidamento. Da allora è rimasta per inerzia aperta al traffico.

Oggi la Canosiana torna al centro degli interessi degli alannesi e a portarla alla ribalta è dunque l'associazione Insieme per Alanno con la Fattore, per notificare come circa i due terzi dei proprietari di quei terreni che all'epoca furono espropriati non siano stati ancora pagati. O meglio solo pochi hanno ricevuto le indennità. Fattore fa rilevare come i due aspetti siano inquietanti. «Per caso ci sono figli dell'oca bianca?», ironizza . «Nel frattempo ci saranno stati passaggi di proprietà per successioni alla morte dei proprietari, ma non certo si può prendere a scudo una simile giustificazione. Per l'Ecomostro molti hanno dovuto fare a meno di appezzamenti che riguardavano la propria attività di imprenditoria agricola e senza avere la giusta remunerazione. I pochi che hanno ricevuto ristoro dal Consorzio industriale, ente partecipato della Regione Abruzzo, sono stati liquidati dal Collegio dei liquidatori fra il 2015 e il 2016. Vorremmo sapere dopo tre decenni», va avanti Fattore, «quali sono stati i criteri adottati per effettuare minime e parziali liquidazioni, visto che periodicamente gli alannesi interessati si sono recati alla sede del Consorzio per avere informazioni sullo stato delle pratiche senza ricevere chiare risposte. Eppure i terreni solo lì, ben individuabili, contrassegnati nei fogli particellari con regolari intestazioni catastali e ci sono anche gli atti di esproprio dell'epoca».

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