Cantagallo condannato a 6 mesi la sua giunta assolta per abuso

22 Ottobre 2014

MONTESILVANO. E’ arrivato a sentenza uno dei processi più lontani che aveva messo sotto accusa per abuso l’ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo e la sua giunta. Il sindaco che guidò...

MONTESILVANO. E’ arrivato a sentenza uno dei processi più lontani che aveva messo sotto accusa per abuso l’ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo e la sua giunta. Il sindaco che guidò Montesilvano dal 2004 fino all’arresto 2006 nell’inchiesta Ciclone che spazzò via l’amministrazione di centrosinistra è stato condannato a sei mesi di reclusione per abuso d’ufficio (pena sospesa), mentre la sua ex giunta è stata assolta in blocco perché il fatto non sussiste: sono gli ex assessori comunali di Guglielmo Di Febo, Attilio Vallescura, Cristiano Tomei, Evenio Girosante, Gianni Bratti, Luigi Marchegiani e Marco Savini. Proprio ieri, l’ex sindaco aveva battuto cassa in Municipio per una richiesta di pagamento delle spese legali di 36mila euro per un altro processo, quello che riguardava i palazzi di via Finlandia e da cui è stato assolto.

L’inchiesta per abuso ruotava attorno alla delibera 297 del 5 settembre 2006 riguardante la concessione gratuita di un’area pubblica attrezzata in favore di un condominio privato, delimitata all’accesso al pubblico con una sbarra motorizzata posta a presidio dell'ingresso carrabile. L’area era stata prima ceduta dall’impresa Cms House Srl al Comune e successivamente dall'amministrazione comunale al condominio realizzato dalla stessa impresa. Secondo l’accusa cedendo il terreno pubblico gratis al condominio, Cantagallo e gli ex assessori di centrosinistra avrebbero assicurato un presunto «ingiusto vantaggio patrimoniale», com’era scritto nella richiesta di rinvio a giudizio, «a favore della Cms house», la ditta che nel 2004 ha costruito il palazzo lungo la strada parco, e dei proprietari degli appartamenti. Il vantaggio, per la procura, sarebbe «consistito nella fruizione dell’area pubblica attrezzata che peraltro è stata delimitata all’accesso al pubblico mediante una sbarra». Ma se l’ex sindaco è stato condannato a sei mesi, la sua ex giunta è stata scagionata dall’accusa di abuso d’ufficio perché il fatto non sussiste. (p. au.)

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