Cantagallo sul palco Aliano irrompe e protesta: vergogna

Montesilvano, l’ex sindaco torna protagonista in un convegno con i vertici Pd e replica: «Sono pulito, dovrei avere solo scuse»
MONTESILVANO. Una maglietta bianca con la scritta «vergogna». Così, ieri mattina, il consigliere comunale Anthony Aliano e altri 7 si sono presentati al convegno organizzato dall’ex sindaco Pd Enzo Cantagallo sulla fusione tra Montesilvano, Pescara e Spoltore. Durante l’intervento di Cantagallo, l’ex sindaco eletto nel 2004 con il 69,5 per cento dei voti, arrestato nel 2006 per presunte tangenti negli appalti del Comune e tornato senza macchia 10 anni dopo tra assoluzioni e prescrizioni, Aliano e gli altri si sono alzati per protestare: «Nessuno», dice Aliano, «dimentica l’atteggiamento di costui nei confronti della cosa pubblica, ben argomentato dalla procura di Pescara, dai magistrati di primo grado e dai giudici della Corte d’Appello che chiaramente hanno evidenziato come, al tempo della sua amministrazione, “vi era un clima di generalizzato malaffare, di gestione gravemente distorta della cosa pubblica, di cui vari soggetti hanno approfittato cogliendo di volta in volta le occasioni che si presentavano in relazione alla gestione di varie pratiche amministrative (specie edilizie)”».
Durante la protesta di Aliano, Cantagallo ha fatto finta di niente: «Non scendo a certi livelli», ha detto alla fine del convegno senza commentare il gesto del consigliere: «Non posso dire niente perché ho sollecitato un approfondimento penale nei suoi confronti». Ma per Cantagallo, presidente dell’associazione culturale Incanto, la cosa più importante è aver portato a Montesilvano il presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso, il parlamentare Pd Antonio Castricone, il presidente Pd della Provincia Antonio Di Marco, il sindaco Pd di Pescara Marco Alessandrini, l’assessore di Spoltore Chiara Trulli intervenuta al posto del sindaco Luciano Di Lorito. Degli invitati, non si sono presentati solo la sottosegretaria alla Giustizia Federica Chiavaroli – «Ma mi ha telefonato per dirmi che era impegnata», sottolinea Cantagallo – e il sindaco Francesco Maragno. «Non mi vergogno affatto», dice Cantagallo, «anzi qualcuno mi dovrebbe chiedere scusa: sono stato arrestato e poi assolto e non ho carichi pendenti. Io», conclude l’ex sindaco prendendo in prestito un vecchio slogan usato contro di lui da Rifondazione comunista, «sono un cittadino pulito, chi altro può dirlo?».
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