Cantiere a scuola, lezioni per gli alunni in parchi e musei

A Popoli la settimana di insegnamento all’aperto su risorse del territorio, terremoti, geologia, architettura
POPOLI. Quando la scuola esce dalle aule e diventa insegnamento “sul campo”. Ci sono volute però situazioni di criticità e sono stati bravi dirigente scolastica e docenti a fare di difficoltà virtù. Alle fine è stata una esperienza che ha segnato un precedente e che, visti i risultati, si può ripetere anche in tempi di normale attività didattica, per scelta, perché può offrire validi approfondimenti culturali e formativi.
Un successo la settimana di studio all’insegna della flessibilità, che ha visto gli studenti popolesi impegnati in una variegata serie di attività di studio e di alternanza scuola-lavoro. È stata questa la sfida della dirigente scolastica Patrizia Corazzini di fronte ai disagi causati dalla chiusura temporanea per lavori non strutturali che hanno interessato parti dell'edificio scolastico omnicomprensivo. Le giornate didattiche si svolte nei locali del Musp, alla Taverna Ducale e all’aria aperta, negli scenari della Riserva Sorgenti del Pescara e del Parco nazionale Majella Morrone.
Le famiglie hanno condiviso l'impostazione che prevedeva di affrontare temi di studio e ricerca extra curriculari sulle risorse del territorio, conoscenze naturalistiche e architettoniche e temi sull’origine e le conseguenze dei terremoti sul tessuto sociale e sul comportamento umano.
Lezioni di geologia e di ecologia sono state tenute dal geologo Francesco Moscarella e dalla biologa Piera Lisa Di Felice, direttrice della Riserva di Capo Pescara, che hanno indotto gli studenti ad applicarsi immediatamente nello studio. Gli stessi si sono trasformati poi anche in guide turistiche avendo fatto tesoro dell’esperienza maturata recentemente come “Ragazzi ciceroni del Fai”. «La settimana flessibile è stata un esperimento di grande importanza», spiega Corazzini, «che ha dimostrato come sia importante che l’istituzione scolastica sia in grado di adattarsi a tutte le situazioni. Gli studenti hanno potuto arricchire il loro bagaglio culturale e formativo e la scuola si è “diffusa” sul territorio, rafforzando ulteriomente il legame con la comunità».
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