Cantiere Stella Maris, i lavori non ripartono
Nuovi problemi burocratici per la riqualificazione della struttura. Incontri in corso tra ditta e Provincia
MONTESILVANO. Cantiere ancora fermo dopo un mese dalla ripresa dei lavori pubblici. Sul lungomare di Montesilvano gli interventi per la riqualificazione della Stella Maris non sono ripartiti. Ancora una volta lo sfortunato “aeroplanino” paga lo scotto di problemi burocratici che vedranno sicuramente lo slittamento della fine dei lavori, e non solo a causa dell’emergenza coronavirus.
Il secondo lotto di interventi, appaltato dalla Provincia per 905 mila euro alla ditta De Cesare Ulrico, è partito il 10 febbraio e avrebbe dovuto concludersi in 120 giorni, quindi fra poco più di una settimana. Ma una serie di inconvenienti lasceranno almeno per un’altra estate la città senza il suo edificio più prezioso.
Il primo problema riscontrato è stato quello dei furti e dei danneggiamenti avvenuti nel periodo compreso tra il primo e il secondo lotto di interventi, che hanno visto la struttura depredata del rame degli impianti elettrici e vandalizzata in alcuni locali. Come se non bastasse, la complessa e lunga storia legata alla tanto attesa riqualificazione dell’ex colonia fascista, è poi arrivata l’emergenza Covid, che dal mese marzo ha visto, ancora una volta, la Stella Maris rimanere con i cancelli chiusi in attesa della ripresa del cantiere. Una ripresa resa possibile dal Dpcm del 26 aprile, ma che ad oggi non ha coinvolto l’edificio del lungomare.
Quali le ragioni di tali ritardi? «Nonostante le diffide, prima su carta semplice dell’azienda e poi da parte del nostro legale, indirizzate alla Provincia per sollecitare la ripresa dei lavori, ad oggi non abbiamo ricevuto il via libera e non ne conosciamo neanche le ragioni», dichiara l’architetto Angelo De Cesare, amministratore dell’azienda. «A causa delle lungaggini della burocrazia i nostri operai non possono tornare a lavorare pur essendo autorizzati dal governo a farlo».
Diversa la versione del presidente della Provincia Antonio Zaffiri. «A causa delle direttive previste per la messa in sicurezza dei lavoratori, la ditta ci ha sottoposto un aumento della spesa che per i nostri tecnici non è adeguato ai prezzi di mercato. Per questo ci sono già stati degli incontri, ma finora non abbiamo trovato un atteggiamento collaborativo. Ci stiamo impegnando per trovare un punto di incontro».
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