Cantieri per 40 milioni nel 2023 Il Pd: persi troppi fondi europei

20 Agosto 2022

È scontro in municipio dopo l’annuncio del sindaco sulle opere in partenza per cambiare la città Di Costanzo e Saccone: «L’amministrazione ha intercettato soltanto il 10% delle opportunità»

MONTESILVANO. «Il Comune di Montesilvano è riuscito a drenare solo il 10% dei finanziamenti comunitari che avrebbe potuto prendere con una politica attenta». A lanciare l’accusa diretta all’amministrazione De Martinis dopo l’annuncio relativo a una fitta serie di cantieri per la riqualificazione di strade ed edifici strategici della città, anche grazie alla disponibilità di più di 40 milioni di finanziamenti intercettati dalla struttura comunale, sono i consiglieri di centrosinistra Romina Di Costanzo e Antonio Saccone. «Se da una parte la pandemia ha colpito l’economia italiana più di altri Paesi, dall’altra l’Unione Europea ha risposto con il Next Generation Eu, un programma volto a garantire una maggiore equità territoriale, generazionale e di genere», affermano. «In questo scenario, i finanziamenti del Recovery giocano un ruolo strategico per le città: il Pnrr è arrivato come una manna dal cielo, una sorta di piano Marshall per riprendere un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo, rimuovendo gli ostacoli che hanno bloccato la crescita negli ultimi decenni». Se il sindaco ha rivendicato la capacità dell’amministrazione di captare le risorse, Di Costanzo e Saccone parlano di appena il 10% di fondi comunitari colti. «Piuttosto che farsi vanto del mare di finanziamenti dei quali si è riusciti a intercettare solo una minima parte», vanno avanti, «si faccia un mea culpa delle opportunità perse per la riqualificazione dell’impianto sportivo Trisi, con il project financing presentato dalla precedente giunta, di cui gli attuali amministratori erano tra l’altro protagonisti, o per la riqualificazione del borgo e sul restante 80% di altre opportunità di riqualificazione sfumate».
Saccone e Di Costanzo riprendono una precedente proposta, «rimasta lettera morta», relativa all’attivazione di una «task force che investisse maggioranza e opposizione attraverso una commissione tematica che lavorasse per definire le linee di indirizzo programmatiche e le relative progettualità per il nostro territorio, e al potenziamento dell’organico con figure tecniche specifiche, atte a ricercare progetti per determinati obiettivi e a fornire assistenza nelle varie fasi di programmazione e realizzazione delle opere finanziate».
La critica del centrosinistra riguarda non solo la natura dei fondi, ma anche le opere su cui la giunta De Martinis ha concentrato l’attenzione. «Il piano regolatore e il piano del traffico sono fermi da anni al palo, le manutenzioni stradali sono imbarazzanti e hanno ridotto la città ad un patchwork di rattoppi, la raccolta differenziata non è ancora stata implementata su tutto il territorio comunale», stigmatizzano. «I progetti in elenco non hanno una visione organica di quello che sarà il futuro della nuova città, anche in vista dell’inesorabile percorso di fusione».
Per i due esponenti di opposizione, manca all’appello anche la bonifica dell’ex discarica di Villa Carmine: «Sappiamo che le competenze sono regionali, ma spetta all’amministrazione sulla quale insiste un detrattore ambientale», concludono, «il dovere di sollevare il tema al tavolo regionale o in sovra-scala quale priorità per una città che ambisce ad avere una vocazione turistica».