Caos A14: Cerrano e Santa Maria chiesti i dissequestri dei viadotti

Autostrade si rivolge alla procura di Avellino: dopo le Marche anche il tratto abruzzese va liberato Fine lavori nelle gallerie martedì 21 luglio. Ma per ora sono esclusi sconti sui pedaggi dei camionisti
PESCARA. Autostrade per l’Italia, attraverso l’amministratore delegato e direttore generale Roberto Tomasi, ha avanzato al gip e alla Procura di Avellino un’istanza di dissequestro dei viadotti Cerrano e Santa Maria sull’A14, il primo nel territorio comunale di Silvi Marina e l’altro di Pineto. A passi piccolissimi, qualcosa si muove, ovviamente alla luce delle proteste a raffica che da giorni stanno interessando l’Abruzzo, tra autotrasportatori che minacciano blocchi, stanchi di restare imbottigliati nel caos, imprenditori che lamentano danni per milioni di euro (sia per l’industria che nel settore del turismo) e interrogazioni parlamentari al ministro Paola De Micheli (Trasporti e Infrastrutture).
CHE COSA ACCADE. Alle già note vicende dei viadotti sotto sequestro, ritenuti pericolosi dalla magistratura per carenze strutturali, si è aggiunto il problema dei lavori nelle gallerie, da adeguare alle normative antincendio previste dall’Unione europea.
IL PEDAGGIO. Al momento Autostrade per l’Italia esclude «il transito gratuito o sconti sui pedaggi» nel tratto abruzzese dell’A14, visto che «servirebbe un intervento diretto del governo».
IL DISSEQUESTRO. Autostrade per l’Italia ha chiesto il dissequestro temporaneo dei viadotti Cerrano e Santa Maria. L’eventuale via libera della magistratura consentirebbe ai tecnici di eseguire rilievi per arrivare alla messa in sicurezza. Il ministero delle Infrastrutture ha approvato i progetti definitivi.
COSA CAMBIEREBBE? Sostanzialmente nulla, almeno per l’Abruzzo, perché non essendo i viadotti dotati di corsie d’emergenza, e dovendo posizionare le barriere a una distanza obbligata di 5 metri e 10 centimetri, una corsia dovrà restare chiusa. Autostrade per l’Italia fa però sapere che «è in corso un’interlocuzione con il ministero per ridurre l’ingombro delle barriere di protezione e dare più spazio ai veicoli». Solo in questo modo si tornerebbe a circolare sulle due corsie.
LA LENTA BUROCRAZIA. Il gestore dell’A14, rispondendo alle polemiche delle ultime ore, ha fatto sapere che «il tratto dell’Abruzzo ha avuto la precedenza rispetto alle Marche, tanto che sono stati ultimati i progetti esecutivi per la sostituzione delle barriere sui viadotti Colonnella a Martinsicuro e Fonte dei Preti a Fossacesia». Progetti fermi, però, negli uffici del ministero delle Infrastrutture. «Da marzo scorso», precisano da Autostrade per l’Italia.
LAVORI NELLE GALLERIE. Resta confermata la data del 21 luglio (martedì) per la fine dei lavori per l’adeguamento delle norme antincendio nelle gallerie dell’A14, in ottemperanza alla legge europea (l’Italia era in ritardo).
Diverso invece il discorso che riguarda il piano di ispezione straordinario in quattro tunnel che si trovano nel tratto abruzzese dell’autostrada adriatica (San Giovanni nella Val Vibrata, Solagne a Pineto, Fonte da Capo e Pianacce a Silvi Marina). La prima fase delle ispezioni si concluderà il 15 luglio (mercoledì) ma se dovessero essere richiesti approfondimenti slitterebbero le riaperture totali dei tunnel. Le ispezioni sono state chieste ad Autostrade per l’Italia dalla “Commissione permanente” del Consiglio superiore dei Lavori pubblici al fine di valutare lo stato della sicurezza delle gallerie. Richiesta fatta dopo il crollo di circa 2,5 tonnellate di materiale avvenuto alla Galleria Berté di Genova (Autostrada 26), chiusa il 29 dicembre a causa del cedimento.
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