Caos autoclavi. “Impianti privati chiusi fino al ritorno della potabilità: responsabilità civili e penali per infezioni o danni alla salute”

Stefania Centorame, responsabile dell’Associazione Amministratori di condominio di Confcommercio, fa chiarezza sulle responsabilità degli amministratori, in riferimento all'emergenza idrica conseguente ai lavori dell'Aca
PESCARA. "In un contesto di incertezza, aggravato dalla mancanza di indicazioni univoche dalle istituzioni su come gestire gli impianti privati, la categoria degli amministratori si è spaccata. Circa il 50% dei professionisti ha scelto di riattivare immediatamente l'afflusso idrico appena l'Aca ha riaperto le condotte, esponendo però gli impianti al rischio di contaminazione. Una scelta difficile e, per certi versi, solitaria. Mentre metà dei condomini di Pescara riaveva l'acqua, noi professionisti Abiconf abbiamo dovuto giustificare il nostro operato di fronte a residenti esasperati. Tuttavia, riaprire i rubinetti prima della certificazione di potabilità della Asl sarebbe stato un atto di irresponsabilità". E' quanto dichiara, in una nota, Stefania Centorame, responsabile provinciale di Abiconf Pescara, l'Associazione Amministratori di condominio di Confcommercio, per fare chiarezza sulle responsabilità legali degli amministratori, in riferimento all'emergenza idrica conseguente ai lavori dell'Aca sulla condotta 'Giardino'.
Abiconf intende "rivendicare la correttezza di una gestione prudenziale", "una scelta controcorrente in assenza di linee guida istituzionali", rigore "per la volontà di non scendere a compromessi sulla salute pubblica". La prudenza adottata dagli amministratori Abiconf, prosegue la nota, "non è eccesso di zelo, ma rispetto del quadro normativo: D.Lgs. 18/2023, l'amministratore è il responsabile legale della qualità dell'acqua dal contatore al rubinetto. Consentire l'immissione di acqua non potabile nei serbatoi configura precise responsabilità civili e penali in caso di infezioni o danni alla salute (specialmente per mucose e vie respiratorie). Immettere acqua non sicura può causare la formazione di biofilm batterici nei serbatoi e nelle condutture. Questo comporterebbe, a carico dei condomini, ingenti costi futuri per interventi di sanificazione straordinaria e bonifica degli impianti". La Asl stessa, ricorda Abiconf, "ha raccomandato cautela per gli immunodepressi. Mantenere chiuso l'impianto è stata l'unica azione concreta per garantire che nessun cittadino fragile entrasse in contatto con agenti patogeni". "Nel pomeriggio sono attesi gli esiti ufficiali della Asl e la successiva revoca delle ordinanze sindacali. Solo in quel momento la nostra scelta potrà dirsi conclusa. Rivendico con orgoglio - dichiara l'avvocato Centorame - la fermezza dei colleghi che non hanno ceduto alla fretta: abbiamo preferito gestire il malcontento momentaneo piuttosto che rischiare di consegnare ai nostri amministrati un'acqua insalubre o impianti da bonificare. In un momento in cui è mancata una comunicazione istituzionale chiara sulla gestione tecnica dei condomini, Abiconf ha agito come presidio di legalità e sicurezza". Abiconf Pescara ribadisce che la responsabilità del 'buon amministratore' "non si misura sulla velocità, ma sulla capacità di proteggere il condominio da rischi sanitari ed economici. Attendiamo la pubblicazione ufficiale dei dati sul sito della Asl per procedere, finalmente in totale sicurezza, alla riapertura delle mandate idriche".

