Capo dei vigili, diffida a Masci: «Annulli la nomina di Palestini»

Ultimatum del comandante di Numana Benigni: «Commesse delle irregolarità, la selezione va rifatta» Già pronti gli esposti alla procura e alla Corte dei conti di altri 2 candidati esclusi, Barbato e Montanari
PESCARA. È bufera sulla nomina del nuovo capo della polizia municipale. Il comandante della polizia locale di Numana Roberto Benigni ha inviato una diffida al sindaco Carlo Masci e al segretario generale del Comune Carla Monaco per richiedere l’annullamento della nomina di Danilo Palestini come capo dei vigili di Pescara per presunte irregolarità commesse, a suo dire, nella selezione.
Si tratta di una sorta di ultimatum, perché se il sindaco non dovesse azzerare la nomina, al momento solo annunciata, visto che dalla conferenza stampa di presentazione del nuovo comandante il 30 gennaio scorso a oggi non è stato ancora firmato l’apposito decreto, Benigni farà partire esposti in procura e alla Corte dei conti.
Gli stessi esposti sono stati annunciati qualche giorno fa anche dall’ex comandante della polizia municipale di Milano, attuale presidente dell’Osservatorio delle polizie locali, Antonio Barbato. E, secondo fonti bene informate, avrebbe intenzione di presentare delle denunce anche l’attuale capo dei vigili di Avezzano Luca Montanari, anche lui, come Benigni e Barbato escluso dalla selezione.
Tutti e tre sostengono che sarebbero state commesse delle irregolarità. «Ho inviato al Comune due documenti», ha detto Benigni, «uno per l’accesso agli atti per ottenere copia dei verbali della commissione e della domanda del candidato, che sembra sia stato scelto. L’altra è l’istanza per l’annullamento in autotutela dell’ammissione del candidato prescelto (Palestini, ndr), qualora risulti non avere i requisiti previsti». «Ho proceduto in questo modo», ha spiegato, «perché mi è giunta voce che il candidato scelto non fosse in possesso del requisito che impone l’espletamento delle funzioni di comandante dei vigili per un periodo di almeno cinque anni. Dal curriculum del dottor Palestini non risulta questo requisito previsto nel Regolamento della polizia municipale di Pescara. Tra i sei candidati che si sono presentati al colloquio con il sindaco ci sono persone, tra cui io, che possiedono curricula molto più sostanziosi. Poi, mi hanno detto che Palestini sia stato componente sindacale, in violazione del divieto contenuto nel bando, ma questo non è oggetto della mia contestazione».
Il riferimento è a quella parte del bando per la selezione del comandante che imponeva ai candidati per essere ammessi di non aver rivestito cariche sindacali negli ultimi due anni. Carica che, a detta di Barbato, sarebbe stata ricoperta da Palestini come eletto nella Rsu del Comune dal 2015 al 2018. «Quindi», ha concluso Benigni, «ho inviato queste due istanze al segretario generale, che è anche responsabile della trasparenza anticorruzione. L’istanza di annullamento è stata trasmessa anche all’Anac. Il sindaco ora può annullare l’ammissione, o rifare tutto il bando. Attendo una risposta».
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