Capo operaio morto folgorato: «I pali della luce sono fuori legge»

15 Ottobre 2023

Secondo l’accusa, i fili di 3 impianti dell’illuminazione pubblica sono troppo vicini alla media tensione Indagati per omicidio colposo il sindaco Russo, il vice Marinelli, due dirigenti comunali e un consulente

FRANCAVILLA. Sono fuori legge e finiscono sotto sequestro tre pali della luce in via Antonella D’Aquino, la strada in cui si è consumata la tragedia di Giancarlo Carulli, 64 anni, il capo operaio del Comune di Francavilla morto folgorato mentre cercava di sistemare un cavo lo scorso 5 agosto. Il provvedimento è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Chieti Luca De Ninis su richiesta del sostituto procuratore Giancarlo Ciani, che sta coordinando l’inchiesta dei carabinieri della locale stazione e della sezione operativa della compagnia teatina.
TUTTI I NOMI
Già dai giorni successivi alla tragedia sono indagati, con l’accusa di omicidio colposo, il sindaco di Francavilla Luisa Russo, il vice Wiliams Marinelli, i dirigenti comunali Roberto Olivieri e Maurizio Basile e il responsabile esterno della sicurezza dell’ente Gianni Corradetti.
I SIGILLI
Quei tre impianti dell’illuminazione pubblica, in base a quanto emerso, non sono a norma: i fili che portano la corrente a ogni palo si trovano troppo vicini ai cavi di media tensione, che in realtà – secondo la legge di settore – dovrebbero essere distanti almeno tre metri e mezzo. Il pubblico ministero, dunque, ha chiesto e ottenuto i sigilli per evitare – codice penale alla mano – che potessero aggravarsi o protrarsi le conseguenze del reato, ovvero per scongiurare il rischio di nuove tragedie.
LA RICOSTRUZIONE
In base alle ricostruzioni degli investigatori, quella mattina d’estate Carulli è intervenuto per mettere in sicurezza un filo che si era staccato il giorno precedente in seguito al maltempo, e su cui già avevano lavorato i vigili del fuoco, e che era nuovamente penzolante. Salito sul cestello, però, il capo operaio ha urtato un altro cavo, quello della media tensione, ed è rimasto folgorato. Da quel momento, l’uomo non ha più ripreso conoscenza, entrando in coma farmacologico con ustioni sul 90 per cento del corpo. I medici dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dove è stato trasferito d’urgenza dal policlinico di Chieti, hanno anche valutato l’intervento chirurgico, ma le condizioni del paziente non l’hanno consentito. Già nelle prime ore successive all'incidente, l’impressione era che solo un miracolo avrebbe potuto evitare il peggio. Miracolo che non è avvenuto: a distanza di quattro giorni, Carulli è deceduto.
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