Capolavori perduti M5S: danno alla città il Comune chiarisca
PESCARA. Il M5s presenta un'interrogazione comunale e chiede una commissione di controllo e garanzia sulla vicenda dei 56 capolavori di alcuni grandi pittori del Novecento che sarebbero stati donati...
PESCARA. Il M5s presenta un'interrogazione comunale e chiede una commissione di controllo e garanzia sulla vicenda dei 56 capolavori di alcuni grandi pittori del Novecento che sarebbero stati donati al Comune per essere esposti nel sala 3 del Museo Colonna «e che, invece», dicono i grillini, «l'amministrazione di centrosinistra guidata da Marco Alessandrini avrebbe lasciato addirittura in uno scantinato». Come rivelato dal Centro, il noto imprenditore e gallerista Alfredo Paglione avrebbe donato al Comune, nell'aprile 2014, capolavori di Claudio Bonichi, Arturo Carmassi e Gaston Orellana per circa un milione e 300 mila euro, con l'accordo che fossero adeguatamente esposti.
Invece - sostiene M5S - sarebbero state messe in cantina per far posto a una mostra fotografica. Alla scoperta da parte del mecenate, «sarebbe quindi seguita una richiesta al Comune di restituzione dei dipinti, entro il 30 settembre, con spese di imballaggio e trasporto, da Pescara a Giulianova, a carico dell'ente, insieme alla consegna al mecenate di 100 copie del catalogo dedicato alla medesima collezione». Quindi l'interrogazione: «Vogliamo fare chiarezza sulla vicenda, perché l'amministrazione Alessandrini, ignorando la clausola che imponeva l'esposizione delle opere, avrebbe determinato, con l'aggravio di spese per trasporto e imballaggio e con la perdita stessa dei capolavori, un gravissimo danno culturale, economico, patrimoniale e di immagine alla città». «M5S», proseguono, «chiederà spiegazioni all'assessore di Sel, Giovanni Di Iacovo, che ha la delega alle politiche culturali, e all'assessore Paola Marchegiani, che invece dovrebbe occuparsi del patrimonio culturale».
I pentastellati hanno chiesto di sapere «chi, all'interno dell'amministrazione, ha responsabilità su tale vicenda, che discredita non poco l' Ente comunale, e se si intenda avviare, nei confronti di tali responsabili, azioni disciplinari o risarcitorie per i danni patrimoniali e d'immagine che ne sono derivati. E ancora quali siano le motivazioni che hanno indotto l'Ente a stipulare nella transazione di chiusura della controversia l'obbligo per i coniugi di impegnarsi a non comunicare ad alcun organo di stampa l'avvenuta risoluzione consensuale della donazione». La replica degli assessori Di Iacovo e Marchegiani: «Tutti gli atti sono pubblici, abbiamo rimediato a un errore fatto da chi ci ha preceduto e non ci saranno danni culturali ed economici per la città».

