Cappelle, muore per il Covid lo storico geometra del Comune

Paolo Saccoccia, 63 anni, era andato in pensione da oltre due mesi dopo una vita nel settore tecnico Ferri: «Sgomento e tristezza». In lacrime l’ex sindaco Maiorano Picone: «Aveva a cuore le persone»
CAPPELLE SUL TAVO. Per decenni è stato un punto di riferimento, dentro al Comune di Cappelle, ma non solo. Era benvoluto da tutti e ora è difficile accettare che Paolo Saccoccia, 63 anni, sia morto dopo poco più da un mese dal ricovero in ospedale a Pescara, dove era finito per il coronavirus. Per il geometra che ha lavorato in municipio per quarant'anni non c'è stato niente da fare e lo sconforto è totale non solo in famiglia, ma anche tra i parenti, gli amici e chi ha lavorato con lui.
«Era andato in pensione poco più di due mesi fa», ricorda il sindaco Lorenzo Ferri, «e ha dedicato davvero una vita al lavoro nel settore tecnico del Comune. La sua scomparsa ha suscitato sgomento, tristezza e partecipazione umana al dramma di familiari e parenti», aggiunge Ferri.
A fianco del sindaco esprimono «sconcerto» il suo vice, Adriana Bellisario, gli assessori, i consiglieri con il presidente del Consiglio Angelo Anselmi, il capogruppo di minoranza Pierino Di Giandomenico, e infine il personale comunale, «da cui Saccoccia era benvoluto». Il 63enne era pensionato dal primo febbraio e fino ad allora è stato «un sicuro riferimento e memoria storica del settore tecnico», conclude il primo cittadino.
Non riesce a contenere lacrime e dispiacere l'ex sindaco Maria Felicia Maiorano Picone, che ha potuto contare per tutto il suo mandato (dieci anni) sulla collaborazione di Saccoccia, a cui era legata anche da un affetto personale, da una bella amicizia.
«Era sempre disponibile, rispettoso, mai scorretto. E poi schietto, leale, nel senso di ligio. Si potevano avere solo parole positive per lui, e non solo da parte mia, ma anche da parte di chi lo ha incontrato e ha avuto a che fare con lui da altri Comuni, perché chiunque lo chiamasse lo trovava pronto a rispondere. Aveva sempre una soluzione, per qualsiasi problema tecnico. Ma non si limitava alle sue competenze: si attivava sempre, quando c'era bisogno, chiunque chiedesse aiuto, perché aveva a cuore le persone, era un buono».
Questa perdita «è inconsolabile», prosegue l'ex sindaco facendo presente che la scomparsa di Saccoccia ha «colpito tutti perché Paolo è sempre stato in ottima salute» e mai nessuno avrebbe immaginato di dovergli dire addio ora. E sconforta che il virus non abbia colpito solo lui, ma anche altri tre componenti della sua famiglia, e mentre due di loro si stanno riprendendo, un terzo è in ospedale. «Era un lavoratore indefesso, una persona squisita», dice un amico di famiglia, Roberto Piserchia, che sottolinea la «sua grande preparazione, la sua apertura nei confronti degli altri, pronto ad aiutare chiunque. Si prestava sempre, per ogni problema, è stato il motore del Comune dal punto di vista tecnico».
Il ricordo di Saccoccia è ancora ben impresso nella memoria di Camillo Di Marzio, che lo ha conosciuto in tenera età a Cappelle e ne parla come una persona «brava, cordiale, sempre sorridente con tutti» e non ha dimenticato le sue performance come ala sinistra nel Cappelle Calcio, «negli anni d'oro», insieme al fratello Sandro, anche lui geometra, che all'epoca giocava da terzino («erano le due punte di diamante della squadra») e poi è stato vice sindaco e assessore comunale.
Saccoccia lascia la moglie Angela e i figli Matteo e Giulia. Gli altri fratelli dell'ex geometra del Comune sono Roberto, avvocato, e Gabriella, insegnante, che attendono la salma per l'ultimo saluto.
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