Caprara, lavoratori senza stipendio da agosto all’ex Onpi

15 Febbraio 2018

Spoltore. Sos di Cgil Funzione pubblica per la Casa di risposo affidata dal Comune alla gestione della coop Agorà Marche

SPOLTORE. Lavoratori da agosto senza stipendio. Questa volta, è la Cgil Funzione pubblica a lanciare l’allarme sulla residenza per anziani ex Onpi di Caprara. Un centro di assistenza, di proprietà del Comune di Spoltore, che da molti registra una gravissima crisi di gestione. del caso si tornerà a parlare domani mattina, proprio all’ex Onpi, nel corso di una conferenza convocata dal sindacato, alla presenza dei dipendenti della struttura gestita dalla cooperativa sociale Agorà Marche, di cui è capofila Agorà Italia.
«L’incontro» spiega Massimo Di Giovanni, della Cgil Funzione pubblica, «verterà sull'amministrazione e conduzione dell'attività da parte di Agorà Marche a cui il Comune ha affidato la Rsa, e la grave situazione che si è determinata a causa del mancato pagamento degli stipendi. È evidente» prosegue Di Giovanni, «che, l'attuale situazione di stallo alimenta insicurezza, scoraggiamento e sfiducia nei dipendenti, i quali hanno cercato, fin qui, con difficoltà e sacrifici di tirare avanti nonostante le avversità, continuando ad assicurare un servizio essenziale, e di qualità elevata, poiché parliamo di assistenza alla persona, perché ospiti della struttura, sono per lo più anziani, a proprie spese». Alla conferenza è invitato il sindaco, Luciano Di Lorito. Lo stesso primo cittadino, nei mesi scorsi, aveva garantito massimo impegno nella salvaguardare della casa di riposo di Caprara e dei suoi dipendenti, annunciando due priorità: la continuazione dell’assistenza agli anziani e il mantenimento dei livelli occupazionali. Già nell’ottobre scorso, la società Agorà aveva manifestato gravi difficoltà ad andare avanti, segnalando l’ impossibilità di poter garantire gli stipendi. Problemi e ritardi nei pagamenti, in realtà, si verificano da oltre un anno. L’amministrazione comunale aveva inoltre prospettato la necessità di diversificare le funzioni dell’edificio che ospita la Rsa, aprendo Villa Acerbo ad altre tematiche sociali, ad esempio ai disabili. Esclusa, nel corso dell’ultimo incontro, anche la possibilità che la struttura possa diventare una sede per la rete Sprar, deputata all'accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo. Nei piani dell’amministrazione, la conclusione dei lavori di ristrutturazione in corso nella parte più antica di Villa Acerbo, con la possibilità di rendere disponibili altri venti posti letto, oltre alla necessità di pubblicare un bando per trovare un operatore in grado di sostituire l'attuale. Evidentemente, il programma è in ritardo o non sembra risultare ancora efficace, alla luce delle crisi di gestione che perdura, lasciando in condizioni di grave difficoltà lavoratori e ospiti della Rsa. Di tutto questo, insomma, si parlerà domani.
La casa di riposo è nell'ala di Villa Acerbo riaperta nel 2009: la struttura comunale affidata in concessione è nella parte del cosiddetto Cronicario.
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