Carabinieri feriti dopo la partita: presi 4 aggressori, uno ha 16 anni

Scattano le perquisizioni a casa di tre minori e di un 19enne denunciato anche per spaccio di droga I tifosi violenti incastrati dai filmati registrati durante gli scontri e dalle foto pubblicate sui social
FRANCAVILLA AL MARE. A incastrarli sono stati i filmati girati durante i tafferugli, le foto pubblicate sui social network e i vestiti sequestrati dagli investigatori a distanza di un mese esatto dall’aggressione. Sono giovanissimi i quattro tifosi del Francavilla calcio 1927 che, lo scorso 6 marzo, all’esterno dello stadio Valle Anzuca, hanno ferito e mandato all’ospedale due carabinieri: uno ha 16 anni, due diventeranno maggiorenni tra qualche mese e l’ultimo è un 19enne. Li hanno identificati i militari della locale stazione e quelli del nucleo operativo e radiomobile di Chieti: all’alba di mercoledì sono scattate le perquisizioni ordinate dal procuratore per i minorenni dell’Aquila David Mancini e dal pm teatino Giancarlo Ciani. I violenti sono indagati, in concorso tra loro, per una sfilza di reati, alcuni dei quali aggravati: resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di oggetti atti ad offendere, lesioni personali, danneggiamento e getto pericoloso di cose.
L’AGGRESSIONE
Il giorno degli incidenti – in base alla ricostruzione degli inquirenti – alcuni tifosi giallorossi, al termine della partita del campionato di Promozione che si è svolta al Valle Anzuca contro l’Union Fossacesia, escono dall’impianto e si dirigono in una zona interdetta del vicino antistadio, dove si è appena conclusa un’altra sfida: quella del torneo di Eccellenza tra il Villa 2015 e l’Avezzano. L’obiettivo degli esagitati è chiaro: affrontare gli ultrà marsicani. I carabinieri della compagnia di Chieti, impegnati nel servizio di ordine pubblico con 15 uomini, sbarrano l’accesso ai sostenitori di casa e creano un cordone di contenimento. A questo punto, i teppisti iniziano a lanciare pietre, bastoni e bottiglie. Lo scontro tra le due tifoserie viene evitato, ma due carabinieri restano contusi e finiscono all’ospedale Santissima Annunziata, dove i medici certificano loro lesioni giudicate guaribili, rispettivamente, in 10 e 15 giorni.
I FILMATI E LE FOTO
Le indagini scattano immediatamente. Già attraverso le riprese fatte durante l’aggressione, i carabinieri riescono a dare un nome e un cognome a chi ha partecipato ai tafferugli. Ulteriori conferme arrivano da alcune immagini postate dagli ultrà sui propri profili social. Nei confronti di tre indagati parte la segnalazione alla procura per i minorenni dell’Aquila; l’unico maggiorenne, invece, viene denunciato alla procura ordinaria di Chieti. Entrambi i pm decidono di firmare un decreto di perquisizione con l’obiettivo di sequestrare gli indumenti indossati dagli esagitati nel corso dei tafferugli e i loro dispositivi elettronici, utili per ricostruire il grave episodio.
LE PERQUISIZIONI
Così, due mattine fa, oltre venti carabinieri della compagnia di Chieti – insieme al nucleo cinofili antidroga – si presentano a casa dei denunciati e trovano ciò che cercano, ovvero «riscontri gravemente indizianti»: vengono portati via jeans, scarpe da tennis, felpe e giubbini. Sotto sequestro finiscono anche gli smartphone dei tre minorenni: nei prossimi giorni, la procura affiderà l’incarico a un consulente informatico per analizzarli. Il 19enne è stato denunciato anche per spaccio: a casa nascondeva 5 grammi di droga, tra marijuana e hashish, in alcuni barattoli, e vari dispositivi per la coltivazione e la produzione di sostanze stupefacenti.
RISCHIO DASPO
I quattro tifosi violenti, dunque, rischiano di dover affrontare un processo. Ma non solo: è molto probabile che nei loro confronti venga adottato il Daspo, ovvero divieto di accedere alle manifestazioni sportive, una misura disposta dal questore. Tradotto: potrebbero rimanere lontano dagli stadi per un periodo compreso tra uno e cinque anni. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Italo Colaneri e Antonio Luciani.
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