Carabinieri, stop alle truffe: così difendiamo gli anziani

L’anno scorso l’Arma è stata impegnata in tante iniziative di vicinanza ai cittadini e si è occupata del 75 per cento dei reati commessi in tutta la provincia di Pescara
PESCARA. Presenza sul territorio, vicinanza ai cittadini, aiuto e supporto a chi ne ha bisogno. Ma anche molta prevenzione, sempre maggiore presenza sulle strade e quindi maggiore visibilità, vigilanza sul rispetto delle regole, in particolare quelle per contenere la diffusione del coronavirus. Il 2020 è stato un anno sicuramente particolare anche per i carabinieri, perché la pandemia ha segnato il paese intero e c'è stato un calo generalizzato dei reati.
Ma proprio sul fronte del contrasto al coronavirus l'attività dell'Arma è stata intensa e nei controlli sulle disposizioni anti-Covid 19 si è fatto ricorso da una parte alla comprensione e alla solidarietà nei confronti dei cittadini ma anche alle sanzioni, nei casi di accertamento delle infrazioni, e sono stati molti.
LA PANDEMIA In una sintesi ideale dell'anno che si appena concluso, in cui la pandemia ha inciso sull'attività delle forze di polizia fino a ritmarla, i carabinieri della provincia di Pescara, coordinanti dal colonnello Eduardo Gambardella, sottolineano in particolare «lo stretto rapporto con la popolazione, che nel 2020 si è intensificato ancora di più, se possibile», e lo dimostrano alcuni dati significativi dei 12 mesi appena trascorsi.
Le caserme dell'Arma dislocate in provincia di Pescara sono state raggiunte da 40mila cittadini che dovevano «presentare una denuncia o anche solo per un consiglio», nonostante che il numero delle persone in circolazione sia stato molto limitato rispetto al passato, e le chiamate al 112 sono state 210mila.
VICINANZA E CAFFÈ Numeri che rendono bene l'idea della «funzione di vicinanza» sulla quale i carabinieri hanno lavorato costantemente, per coglierla appieno, non solo in città ma anche nei centri più piccoli della provincia. E anche lì, dove il rapporto è più diretto e immediato, l'Arma è stata chiamata a svolgere un servizio particolare, nel 2020, con il presidio delle zone rosse, invalicabili per non consentire al virus di propagarsi. «L'importanza dei nostri controlli è stata compresa e in molti casi i residenti hanno solidarizzato con le pattuglie», dicono dal comando provinciale. «Nell'area vestina, ad esempio, qualcuno ha offerto il caffè ai militari impegnati nel presidio delle strade di accesso alla zona rossa, in segno di gratitudine per il nostro lavoro».
STOP ASSEMBRAMENTI E sempre nell'ambito dei servizi realizzati per arginare il Covid-19, i carabinieri sono stati chiamati, con le altre forze dell'ordine, a prevenire e a fronteggiare eventuali assembramenti, nelle aree antistanti i supermercati e nelle zone della movida, solo per fare due esempi, in modo da assicurare l'osservanza delle regole, mantenendo un approccio «sereno ma fermo».
Ovviamente, non sono venute meno le tradizionali attività istituzionali, per la prevenzione e la repressione dei reati e a presidio del territorio, e nel 2020 sono stati proprio i carabinieri a procedere per la maggior parte dei reati commessi: l'Arma, cioè, si è occupata del 75 per cento dei reati registrati in provincia, andando ben oltre gli anni precedenti. Uno degli impegni costanti del 2020 ha riguardato, come in passato, il contrasto alle truffe ai danni degli anziani. Contattati nelle loro abitazioni, vengono imbrogliati da finti appartenenti alle forze dell'ordine o finti corrieri che riescono a farsi consegnare denaro o preziosi con i pretesti più fantasiosi (ad esempio parlando di familiari trattenuti in caserma dopo un incidente o annunciando la consegna di un pacco). I carabinieri ricordano di «non far entrare in casa sconosciuti e di contattare subito il numero di emergenza 112», in caso di difficoltà.
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