Caramanico, via ai lavori per la cattedrale

17 Agosto 2022

CARAMANICO. A cinque anni dal crollo, stanno per partire i lavori di restauro e consolidamento della cattedrale di Santa Maria Maggiore, a Caramanico Terme. L'edificio di culto, in stile romanico-goti...

CARAMANICO. A cinque anni dal crollo, stanno per partire i lavori di restauro e consolidamento della cattedrale di Santa Maria Maggiore, a Caramanico Terme. L'edificio di culto, in stile romanico-gotico, lesionato dalla nevicata e dagli eventi sismici del gennaio 2017, sarà ristrutturato, ma sulla riapertura si prevedono tempi lunghi, oltre il 2023. L'annuncio dell'avvio dei lavori arriva da Mario Mazzocca, presidente dell'associazione ReteAbruzzo, che spiega la conclusione dell'iter amministrativo dopo anni di ritardi burocratici che avevano fatto scattare le proteste dei cittadini, soprattutto dei giovani caramanichesi, che hanno raccolto più di un migliaio di firme e sollecitato il Mibact, segretariato regionale per l’Abruzzo, la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio Chieti-Pescara, «a fare presto». «Finalmente una luce nella vicenda della ricostruzione della cattedrale di Santa Maria Maggiore», afferma Mazzocca, «a breve inizieranno i lavori di restauro conservativo» di tutti i beni ammalorati, dai preziosi affreschi interni, alle crepe sui muri, al tetto sbriciolato dal peso della neve. I fondi, un milione e mezzo di euro, sono rimasti congelati per cinque anni.
«Era il 17 novembre 2017 quando», ripercorre l'ex sindaco di Caramanico ed ex assessore regionale, «in seduta di cabina di regia per la Ricostruzione a Palazzo Chigi e in rappresentanza della Regione, diedi il via libera all'approvazione del Piano triennale Mibact per la ricostruzione post-sisma delle chiese extra-cratere, poi approvato dal governo il 22 dicembre, con cui furono stanziati oltre 40 milioni di euro per il restauro di 52 edifici di culto, fra cui il finanziamento di 1,5 milioni di euro per i lavori all'abbazia di Caramanico». Mazzocca sottolinea come «dal giugno scorso, facendo propri i ripetuti appelli della comunità e considerata l’endemica noncuranza della locale istituzione pubblica, abbiamo intrapreso un serrato e costruttivo confronto con il ministero per avviare il procedimento con l'affidamento dei lavori». È previsto un secondo lotto d'intervento ma intanto gli effetti dei danni «sinora sono stati mitigati da un primo finanziamento straordinario di 450mila euro dell’allora Protezione civile (giunta D’Alfonso) per l’esecuzione di un intervento tampone». (c.co.)