Caratteri illegibili Il giudice annulla contratto e bollette

8 Dicembre 2017

PESCARA. Contratto incomprensibile – anche a causa della grandezza, o meglio piccolezza, dei caratteri tipografici usati – illegittimo e dunque nullo. Così ha deciso il giudice di pace accogliendo il...

PESCARA. Contratto incomprensibile – anche a causa della grandezza, o meglio piccolezza, dei caratteri tipografici usati – illegittimo e dunque nullo. Così ha deciso il giudice di pace accogliendo il ricorso di un consumatore pescarese contro la società elettrica Optima Italia Spa, tenuta ora a risarcire il danno all’utente, pagare le spese legali del processo, strappare il contratto e dimenticare la possibilità di riscuotere le bollette emesse a carico di M.M.
Queste le iniziali del 25enne che si è rivolto all’associazione consumatori Codici e poi all’avvocato Lorella Cipollone del foro di Pescara dopo aver ricevuto una serie di bollette della luce dall’importo «elevatissimo», di certo non corrispondente a quanto prospettato qualche mese prima, siamo nel 2016, quando un rivenditore della società elettrica si era presentato nella casa dove vive con la madre, proponendo la sottoscrizione di un contratto di fornitura elettrica vantaggioso, con tanto di offerta allettante: la promessa verbale che avrebbe ricevuto in omaggio un grande televisore a schermo piatto e un cellulare. Il giovane firmò «sulla parola», «non era in grado di capire il senso del carteggio», aggiunge il legale. E non gli fu lasciata neanche copia del contratto. Poi dunque, mese dopo mese, le bollette onerose, con addebitato anche il costo rateizzato di telefonino e tv.
Qui entra in gioco l’avvocato Cipollone, che prima tenta una conciliazione con la Optima quindi si rivolge al tribunale. E dopo una accurata istruttoria, con la società che non si è costituita, ecco l’annullamento del contratto «in quanto le clausole erano illeggibili», sottolinea il legale, «ricordando come l’ obbligo di informazione e tutela del consumatore richieda che anche le scelte tipografiche di un contratto siano effettuate nell’ottica di non penalizzare chi firma un prestampato, anche i caratteri devono essere leggibili insomma». Inoltre il giudice di pace ha stabilito che debbano «ritenersi non dovute le somme richieste dalla società nella bollette», conclude Cipollone, «oltre a condannare al pagamento delle spese legali la Optima».