Carcere, vertice con i sindacati «Emergenza igienico-sanitaria»

22 Gennaio 2020

Confronto in commissione Sicurezza sul sovraffollamento, l’organico e le carenze strutturali  Il presidente Foschi: incontreremo direzione dell’istituto e Asl per offrire la nostra collaborazione

PESCARA. La commissione comunale Sicurezza presieduta dal leghista Armando Foschi chiederà un incontro con la direzione del carcere di San Donato «per confrontarci», spiega Foschi, «sulle problematiche drammatiche esposte da tutte le sigle sindacali sulla qualità della vita e del lavoro all’interno dell’istituto di pena, a oggi divenuta insostenibile».
Ieri pomeriggio, Foschi ha ricevuto in municipio i rappresentanti dei sindacati di polizia penitenziaria. «Vogliamo sapere che cosa fino a oggi è stato fatto per fronteggiare la situazione, e che cosa l’amministrazione e le istituzioni locali possono fare per supportare operatori e direzione», spiega il presidente di commissione, «chiederemo anche un incontro con la direzione della Asl per capire perché non è utilizzato l’ottavo piano dell’ospedale di Pescara, teoricamente realizzato proprio per ospitare i detenuti, che però sono costretti al ricovero in mezzo agli altri pazienti, con la presenza degli agenti penitenziari e con disagio reciproco».
Foschi ha convocato la riunione dopo gli ultimi gravi episodi registrati al San Donato nei giorni scorsi. Erano presenti all’appuntamento anche i consiglieri regionali Vincenzo D’Incecco della Lega e Domenico Pettinari del Movimento 5 Stelle, gli assessori comunali alle Politiche sociali Nicla Di Nisio e alla Sicurezza del territorio Adelchi Sulpizio.
«Inconcepibile, intollerabile e improcrastinabile»: così Foschi definisce la situazione rappresentata dai sindacati durante il vertice. «Il carcere di Pescara è al collasso: una struttura nata negli anni ’60 per ospitare un massimo di 250 detenuti, che di fatto oggi ne ospita 400, quasi il doppio», riferisce il leghista, «un sovraffollamento impossibile per il personale ma anche per gli stessi detenuti, costretti a vivere anche in sei o sette all’interno di una cella, comprensibilmente esasperati da qualunque nuovo ingresso anche per le relative condizioni igienico-sanitarie ormai border line».
Inoltre, in questo contesto già problematico, il numero dei reclusi continua a crescere, come hanno denunciato i sindacati, mentre scendono gli agenti in servizio: oggi l’età media del personale di polizia penitenziaria a San Donato, 130 unità in tutto, è di circa 53 anni con più di trent’anni di servizio alle spalle. Tra due o tre anni al massimo, ci saranno tra sei e settemila pensionamenti in tutta Italia: a Pescara andranno via circa venti o trenta agenti, e ancora non si hanno notizie certe di un possibile turn over.
«Ad aggravare ancora la situazione ci sono le carenze strutturali di un carcere ormai vecchio», dice ancora Foschi, «gli stessi agenti hanno chiesto alla direzione di far predisporre una verifica tecnico-strutturale. La commissione Sicurezza si muoverà su più livelli», assicura il presidente «inviteremo il direttore a una riunione della commissione, e chiederemo di fare un sopralluogo all’interno del carcere per verificare le problematiche strutturali degli edifici più immediatamente riscontrabili. Il nostro obiettivo è aprire un confronto costruttivo con la direzione carceraria, per verificare quali azioni sono già state messe in campo per fronteggiare le mille emergenze denunciate, e cosa il Comune può fare anche per sostenere quelle azioni e dare loro maggiore forza. Chiederemo anche dei possibili investimenti da operare per incrementare i livelli di sicurezza passiva al fine di compensare l’assenza di personale, a cominciare dalla riparazione dei cancelli elettronici. Convocheremo», conclude Foschi, «anche la Asl per capire cosa ancora manca per l’apertura dell’ottavo piano alla degenza dei detenuti».(e.r.)